Il testimone
Ex poliziotto della Buoncostume, ex parcheggiatore abusivo, ex contrabbandiere, Gennaro di Palma oggi è diventato investigatore privato e cerca così di sbarcare il lunario in modo onesto. Un giorno viene contattato da un ricco ingegnere, Domenico Sità, che lo incarica di seguire la moglie Giovanna, una ex modella sospettata di infedeltà. In cambio gli offre un onorario molto superiore a quanto lui avrebbe mai chiesto. Con quel denaro Gennaro riuscirebbe a pagare tutti i suoi debiti e a risollevarsi un po’ dalla situazione precaria nella quale vive, pertanto decide di accettare anche se la situazione gli sembra sin da subito sospetta. Facendo buon viso a cattivo gioco inizia a pedinare la donna, che esce sempre sola, visita mostre d’arte, non incontra né amici o amiche, non parla con nessuno, è schiva: insomma niente fa pensare che possa avere una relazione extraconiugale. Un giorno l’ingegner Stià deve partire per Londra, chiede di incontrare Gennaro e visto che l’indagine non ha dato nessun risultato, lo salda. Durante il suo soggiorno inglese in una cava a Napoli viene scoperto il cadavere di una donna che si rivela essere proprio Giovanna. Tramite amici e poliziotti Gennaro partecipa in modo informale all’indagine, un’indagine nella quale si sente fin troppo coinvolto...
La prima parte di questo intrigante giallo (premio selezione Bancarella 2009), circa ottanta pagine, racconta uno spaccato della vita napoletana di quartiere. Scorrendo il romanzo sembra di camminare per le strade ingombre della città e di conoscere da sempre i personaggi caratteristici che popolano la vita di Gennaro, come la portiera del palazzo, la sua segretaria tuttofare e tutte le molte figure di contorno che impreziosiscono il libro. Tanti sono i riferimenti e gli omaggi al telefilm "La squadra", di cui Gaetano Amato è uno degli attori protagonisti, e forse proprio la sua militanza sul set di un telefilm d’azione ha contribuito a dare ritmo e veridicità ad una storia che sin da subito appassiona il lettore. Del protagonista Giorgio Gosetti, direttore del Coutmayeur Noir in Festival, ha detto "un po’ Philip Mrlowe, e un po’ Montalbano con vista sul Golfo (…) Gaetano Amato fa rivivere il giallo d’ambiente con un gusto dei personaggi e della trama che sembrava perso per sempre; risolve delitti con l’umiltà e la dolcezza dolente dell’erede di Eduardo".

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