Bar dei Caraibi

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Bar dei Caraibi

“Il Caimano aveva un aggancio. Uno che se la passava alla grande. Gli aveva scritto per farsi dare l'indirizzo. Quello gli aveva risposto dalla Giamaica”. Ecco qua: un presunto contatto e tanta voglia di partire per quel paradiso in terra pieno di belle donne e marijuana buona e a buon prezzo sono le motivazioni  che spingono un gruppo di amici a lasciare la nebbiosa Brianza alla volta di Negril, alla ricerca della vacanza perfetta. E poco importa se per uno di loro sta per scattare una presunta sospensione del passaporto per una serie di sfortunate coincidenze che hanno a che fare con un certo Maresciallo, una perquisizione inaspettata ed il ritrovamento di qualche sostanza non proprio legale. All'aeroporto ci sono tutti: oltre al nostro “quasi” arrestato il Dande Brianzolo, il Pechinese, l'Uomo coi pesci rossi negli occhi, Scingotamai e naturalmente il Caimano, con l'indirizzo di quel prezioso contatto racchiuso gelosamente in valigia. La vacanza non può cominciare con premesse peggiori: all'aeroporto scatta il primo overbooking che li dirotta a New York e successivamente a Miami. Dopo una notte passata tra “bevute e docce gelate” finalmente ecco il loro volo per Montego, ma all'arrivo non solo l'Uomo coi pesci rossi negli occhi è febbricitante, ma il Caimano ha perso l'indirizzo del famigerato Quaglia, il loro “gancio caraibico”. Ed eccoli,un gruppo di italiani malati, ubriachi, fumati che non si sa come, riusciranno a trovare due cottage in affitto e a cominciare una vacanza tanto stonata quanto indimenticabile, tra una natura incontaminata ed incontri unici...
Kristian Betti ci fa sorridere e ridere con Bar dei Caraibi, un racconto breve ed originale. I suoi protagonisti sono degli antieroi al 100%: non particolarmente speciali o originali, ragazzi come tanti, a volte  troppo fumati, egoisti e stonati ma proprio per questo irresistibili. Partiti per trovare “ragazze d'ebano che ballano nude sulla spiaggia corallina” finiranno per entrare casualmente nel cuore della Giamaica più vera, scoprendo una società dura ed autentica, così diversa dalla quella a cui sono abituati. C'è molto rum, ganja, musica reggae e cocaina, il tutto condito da una serie di  personaggi strampalati, generosi e tristi che renderanno la loro vacanza unica. C'è Delores, la padrona del cottage in  cui andranno a vivere, che per amore si trasferì nella nebbiosa pianura italiana e che a causa di quell'amore sfortunato fu costretta a ritornare, c'è Jay, c'è il Quaglia, diventato l'uomo tuttofare di Delores. E naturalmente c'è Jah Rastafari, il Dio Giamaicano: sì, proprio quello di Bob Marley, dei sentimenti di pace, amore e fratellanza. Lo stile di Betti è irriverente e dissacrante e riesce in poche, intense pagine a trasformare la telecronaca di una vacanza ai limiti nel ritratto disilluso di una generazione.