Noi ebrei polacchi
Qual è il percorso attraverso il quale si può arrivare a definire la propria identità? Come si possono descrivere i sentimenti di chi vive il conflitto fra due culture? Julian Tuwim, figura tra le maggiori della letteratura polacca, in seguito all'invasione dei nazisti, emigra in varie nazioni per approdare infine negli Stati Uniti e, nel 1944, scrive il manifesto intitolato Noi ebrei polacchi, riflessione sulla definizione di nazionalità. In questo lavoro cerca di comprendere le sfumature che definiscono la sua appartenenza alla Polonia essendo, allo stesso tempo, anche ebreo...
Tuwim poteva essere classificato in base a diverse nazionalità in quanto i suoi genitori erano ebrei emigrati dalla Russia in Polonia e con ognuna di queste aveva un rapporto diverso che lo definiva. Nonostante la lunga storia degli ebrei in terra polacca, molti li consideravano degli estranei e la quesione ebraica assunse forme molto estreme negli anni della occupazione nazista nel 1939 con l'Olocausto che ne derivò. Le sue indagini culturali e sociologiche si spingono ad interpretare le tensioni esistenti tra Polacchi ed Ebrei anche prima della guerra, tensioni che hanno dilaniato la sua vita al punto da procurargli seri disturbi nevrotici dai quali non riuscì mai a liberarsi. Al suo ritorno in patria, dopo la guerra, venne continuamente attaccato per la sua ebraicità, apprezzato e stimato da più parti per il suo lavoro ma non gli furono mai riconosciuti omaggi ufficiali. Piotr Matywiecki, saggista polacco, attraverso ricche fonti quali le stesse dichiarazioni del poeta, dei critici e le lettere personali ne stila un ritratto meticoloso e pone l'accento su considerazioni riguardo al periodo che il poeta polacco si trovò ad attraversare ma anche ai sentimenti e le ferite patite. Attraverso la lettura e l'interpretazione della vita di Tuwim è possibile rintracciare la scelta del poeta che rivendica la sua essenza di uomo universale. Saggio intenso ma di non facile lettura che offre una riflessione sui tragici accadimenti del secolo scorso ma anche spunti sulla costruzione della molteplicità identitaria dei nostri tempi.

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