Sereno su gran parte del paese
Sei un piccolo, onesto cane che come tutti i giorni sta andando in ufficio. Se uno strano, sorridente tizio colorato di blu (no, non è un puffo - se stavate pensando a quello) appare nel tuo mondo grigio e ti consiglia di non bere petrolio alle tre, faresti bene a seguire il suo consiglio… e ad aspettarti una giornata quantomeno particolare. Perché può darsi che il tuo megadirettore, il grosso caimano nero che regna sull F’N’D, possa tentare di corromperti offrendoti quel liquido vischioso, e poi una macchina e una bellissima e disponibile donna svestita, per usarti come copertura per la sua ascesa politica volta ad arginare scioperi in nome della libertà. E può darsi anche che, mentre sei intento a schivare le sue diaboliche tentazioni, uno tsunami si abbatta sul palazzo e sull’intera città, e tu venga rapito da un gigantesco uccello blu e lasciato cadere accidentalmente nella pancia di una balena. Potresti allora trovarti in un bluastro paesaggio acquatico, a bussare alla porta di quello strano tizio – pare si chiami Rino - che ti diceva del petrolio stamattina e a dividere con lui un panino con due fette di cielo e maionese davanti a una tv ferma a quasi 20 anni fa, come tutto il resto del paese da cui provieni. Quando tornerai in superficie, prendendo il geyser delle sei, la tua vita sarà diversa: vestito di tutto punto con gli abiti di scena del tuo nuovo amico, con tanto di cilindro, canterai le sue canzoni nella sua tribute band, salverai la tua sirena dall’attacco finale del megadirettore in un’epica e bagnatissima battaglia e finirai per svegliarti proprio accanto a Rino. Sotto un cielo sempre più blu...
Raccontare un personaggio particolare, irriverente e amatissimo come Rino Gaetano è un compito molto difficile, che rischia di oscillare tra il secco piattume biografico e l’agiografia. Tra il deludere i fan più accaniti riportando solo semplici fatti o bombardare chi di questo artista non ha mai sentito parlare con celebrazioni eccessive, Andrea Scoppetta ha scelto di farsi da parte e lasciare che fosse l’essenza stessa dell’indimenticato artista a scrivere la sceneggiatura di questa storia. E quindi vediamo costruirsi sotto i nostri una realtà - con i suoi problemi e le sue contraddizioni - travestita di paradossale, trasognata e un po’ allucinatoria, affrontata con l’ironia necessaria per non soccomberle, sotto qualsiasi, pericolosa forma essa provi a non lasciare spazio per i nostri sogni. Proprio come avveniva (avviene) nelle canzoni di Rino Gaetano, nel suo modo irriverente e giocoso di essere un cantautore impegnato ma non serioso: dai suoi testi, citati di continuo in maniera più o meno esplicita nascono i dialoghi e le ambientazioni di questo fumetto. Scoppetta ci mette del suo, dal tratto deciso all’uso contrapposto dei colori - grigio per il deludente mondo reale, blu (un’altra citazione) per quello favoloso e pieno di speranze, della fantasia – dando vita a un omaggio graditissimo agli appassionati ma gradevole anche per gli altri lettori.

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