


Trova un monopolio e ne vedrai delle belle! Se questa è una costante che da sempre regna nella società occidentale, essa vale tanto più in Italia. Come potevano le Ferrovie di Stato smentire questo assioma? Fuori da ogni meccanismo di mercato, liberate dal fardello della concorrenza e con la garanzia dei fondi statali a risanare i propri deficit di bilancio, le Ferrovie Italiane sono l’esempio lampante della mentalità che regna nel nostro Paese. Forniamo degli esempi per capirci meglio: i treni arrivano costantemente in ritardo lungo una determinata tratta? Perché risolvere i problemi tecnici quando possiamo allungare i tempi di percorrenza modificandone gli orari? Le carrozze sono sporche, i sedili imbottiti di insetti e i filtri dell’aria permeati dalla legionellosi? Indiciamo una nuova gara d’appalto per le opere di pulizia, non importa se poi parteciperanno sempre le solite imprese - con amicizie politiche e mafiose - e gli esiti saranno sempre i medesimi. La tratta dell’alta velocità Firenze - Bologna passa sotto la casa del senatore Spadolini? Modifichiamone il percorso, al massimo entreremo in qualche falda col rischio di prosciugare una trentina di fiumi, però il giardino di Spadolini è salvo! Abbiamo bisogno di nuovi treni per l’alta velocità? Smontiamo le vecchie motrici degli Etr 500 - gli Eurostar per intenderci - diamo loro una passata di vernice argento ed ecco a voi la nuova Freccia Rossa. E così via per le opere di manutenzione, sicurezza, il cambio dei vertici aziendali, eccetera, eccetera…
Claudio Gatti - newyorchese d’adozione dai natali romani - risiede stabilmente da oltre vent’anni negli Stati Uniti come inviato speciale del Sole 24 ore, e lì collabora inoltre con prestigiose testate dal calibro del New York Times e l’International Herald Tribune. Le sue inchieste, già in passato, hanno messo a fuoco in modo evidente le debolezze del nostro recente passato: dalla strage di Ustica allo scandalo Oil for food, dalle indagini sul terrorismo islamico ai movimenti immobiliari di Ricucci & co, dal coinvolgimento della mafia nel giro delle scommesse legalizzate italiane all’enorme truffa architettata dall’americana JP Morgan. Con questo testo sulle ferrovie Gatti rende finalmente evidente - prove e testimonianze dirette alla mano - ciò che tutti noi come utenti del servizio statale sospettavamo da tempo - e da tempo tentavamo di denunciare, restando spesso inascoltati. Va dunque riconosciuto all’autore l’impegno giornalistico sostenuto nell’attento e lucido reportage sui disservizi ferroviari e la volontà di denuncia della penosa situazione in cui versa il nostro paese. Resta però da chiedersi quale sia la novità di questa situazione e soprattutto dove siano le soluzioni.
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