Le cose che non ho detto
E da scrittrice, come da bambina, realizza il suo più grande desiderio in questo libro: racconta una storia per ricostruire la sua famiglia. Parlare di scrittura riparatrice per l’elaborazione del lutto è, in questo caso, fare psicologia spicciola perché la Nafisi non abbellisce nè mitiga il suo passato: al contrario, usa le foto più segrete della madre e i diari - anche dal carcere- e le poesie del padre per ottenere testimonianze incontaminate e incontrovertibili di quello che è realmente successo al di là dei sentimenti e di quanto è passato sotto i suoi occhi di figlia, prima bambina, poi adolescente e infine donna. I fatti parlano da soli: di un padre arrendevole e di una madre umorale, infelice, dispotica, capace di ignorare la vita quotidiana e di evocare solo chimere, come quell’ ultimo ballo divenuto un’ossessione anche per la figlia, che vorrebbe vedere sua madre ballare ancora, non riuscendo neanche a immaginarla nel fare una cosa del genere. E qui, nella prosa sempre coinvolgente e sincera della Nafisi, trova spazio anche la voce del cuore, sofferente per un amore materno a corrente alternata, per la violenza delle liti domestiche, per la mancanza di una pace duratura a causa di un padre tanto amato ma che, in definitiva, non è stato capace di aiutarla, e della storia dell’ Iran, che ha sempre, inevitabilmente, fatto irruzione nella loro famiglia alterandone dinamiche e alchimie e impastandosi indissolubilmente nella sua storia personale. Un paese e una famiglia, entrambi pieni di contraddizioni, vissuti dall’autrice con la stessa intensità, in un alternarsi di amore sconfinato e odio per la cattiveria e le delusioni ricevute: una ricerca parallela che ricompone un ritratto tutto sommato positivo proprio perché lucido e consapevole della duplicità della natura umana nei sentimenti e nella storia. Una riflessione personale e intima che riesce a diventare quella di chiunque voglia indagare su se stesso e sulla propria storia, come solo la grande letteratura riesce a fare, sfidando tempo e spazi differenti.
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