L'amico ritrovato
L’amico ritrovato non affronta direttamente l’incubo dell’Olocausto, lo sfiora senza entrarvi, facendo percepire l’imminenza di una tragedia senza per questo descriverla nel corso della narrazione. La fine di un’amicizia può apparire come una vicenda solo in parte dolorosa se confrontata con l’immane dramma che coinvolgerà l’Europa e il mondo intero di lì a poco, ma è sufficiente a far capire anche a giovani lettori la portata devastante delle folli ideologie totalitarie del Novecento, in particolare di quella nazista. Nel romanzo l’amico perso in gioventù si riscopre ritrovato, fedele a quell’immagine di ragazzo cordiale e privo di pregiudizi che l’aveva reso tanto prezioso agli occhi del compagno di scuola Hans: una storia commovente e intensa che ha fatto emozionare i lettori di tutto il mondo. Fred Uhlman non ha però goduto della meritata fama in vita: il successo del suo romanzo è infatti arrivato dopo la sua morte. Un peccato per un autore che, seppur poco prolifico ha dimostrato di saper esplorare in maniera acuta e poetica ciò che è tragicamente stampato nella memoria collettiva come il più grande genocidio della storia, ricordando a lettori, giovani e non, la futilità e la pericolosità dell’odio razziale.
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