Rapporto della visita di Capitan Tempesta in Paradiso
Per quasi vent'anni Mark Twain ha tenuto nel cassetto - salvo riprenderlo in mano per brevi periodi lavorandoci su limando, aggiungendo o togliendo qualcosa - un manoscritto ponderoso nel quale si prendeva gioco dei luoghi comuni sull'esistenza ultraterrena nella tradizione cristiana. Un testo che è purtroppo andato perduto, ma al quale lo scrittore fa riferimento in diverse lettere scritte nell'arco dei suddetti vent'anni e del quale nel 1909 diede alle stampe un frammento, l'Extract from captain Stormfield's Visit to Heaven che Robin ci propone in una bella edizione arricchita da qualche gustosa illustrazione anni '50 (opera di Charles Locke) e da tre lettere interessanti perché sono gli unici accenni che Twain fa all'uomo che gli ispirò il protagonista del romanzo. La figura del capitano Stormfield è infatti modellata su quella di Edgar 'Ned' Wakeman, il 70enne capitano del piroscafo America, un trombone moralista conosciuto durante due successive traversate nel 1866 e nel 1868 che in questa seconda occasione aveva raccontato al giovane scrittore di aver sognato il Paradiso, ma in una versione 'poco canonica'. L'assenza di polemiche che accompagnò l'uscita del libro - che lui riteneva pura dinamite per i moralisti - irritò da morire Twain, che quindi rinunciò definitivamente a ultimare l'opera. Peccato. Deliziosi anche i cinque brevissimi racconti in appendice, nei quali come se niente fosse, con poche parole aguzze come frecce Twain illustra la potenza di ciò che oggi definiamo 'rete amicale', attacca a testa bassa l'atroce ipocrisia di chi in Chiesa prega in coro per il bene dell'umanità e appena uscito augura la morte al commerciante rivale, illustra la sua reazione alla pioggia di lettere che gli chiedono di dare pareri su manoscritti alla quale è sottoposto - tutte invariabilmente spedite da scrittori incapaci, racconta una esperienza da quattordicenne spregiudicato nella redazione di un piccolissimo giornale locale, descrive le vite parallele di due cugini, l'uno onesto e volenteroso, l'altro capriccioso e nullafacente: più quest'ultimo combina disastri, più tutti sono pronti a farsi in quattro per aiutarlo, mentre il pio fa una brutta fine. Insomma il volumetto ci restituisce il Mark Twain di sempre: acuto, sarcastico, divertente, anticonformista e bacchettone allo stesso tempo, sempre pronto a mettere in ridicolo i vizi e le ipocrisie degli esseri umani. Senza mai rinunciare al bene prezioso dell'autoironia.
acquista:

Isabella Rossellini vi consiglia: 



