L'ipnotista
Batman contro Joker, l'Uomo Ragno contro Goblin, Ulisse e il ciclope, il cavolo e la merenda, Peter Pan contro Capitan Uncino, la costituzione italiana e Berlusconi, Lars Kepler contro Stieg Larsson: non scherzo quando dico che sono proprio questi i paragoni più adatti a descrivere come hanno presentato il nuovo scrittore venuto dalla lontana e fredda Svezia. Perché la lotta Kepler-Larsson si prospetta epocale, grandiosa e terribile proprio come era destino che le nemesi sopra descritte si affrontassero. L'ipnotista avvince e trascina il lettore fino all'ultima pagina. L'autore costruisce la storia intorno a personaggi forti e ben costruiti, lontani da ogni stereotipo e dai quali è difficile staccarsi una volta arrivati all'ultima pagina. L'autore guida con sapienza il lettore, lasciandolo sempre appeso all'ultima riga di ogni capitolo, attraverso passaggi al cardiopalma e momenti più riflessivi, accompagnandolo nei meandri più oscuri della mente umana dove sono in agguato ricordi e mostri spaventosi. Una scrittura veloce con una terza persona capace di volta in volta di accostarsi a un personaggio diverso. Descrizioni curate e dialoghi credibili. Gli elementi per una lotta alla pari con l'autore della saga di Millennium ci sono tutti: ottima trama, 'strizza', sangue a volontà, buona scrittura e qualche scena di sesso. Ancora di più se si pensa che Lars Kepler, proprio come vuole la tradizione supereroistica, non è altro che uno pseudonimo dietro il quale si cela il vero e misterioso autore de L'ipnotista che, nel giro di pochi mesi, è riuscito a farsi pubblicare nel suo paese e ha visto i diritti del suo libro venduti in mezzo mondo. Vabbè, ve lo diciamo: si tratta in realtà dei coniugi Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril (sembrano più pseudonimi questi che Lars Kepler, vero?). Impossibile sapere chi avrà la meglio tra Lars Kepler e Stieg Larsson. Come disse Joker a Batman: “Credo che io e te siamo destinati a lottare per sempre”.
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