Diario di una sexista
Boris Borgato
voto

Roma. Miss - no, non sta per “signorina”, rappresenta l’abbreviativo di Mistress, donna che pratica il ruolo di “padrona” nelle pratiche BDSM - sta uscendo da una relazione difficile ed è pronta a lasciarsi il passato alle spalle per abbracciare un futuro privo di costrizioni. Un futuro raccontato all’interno delle pagine del suo diario. I giorni blu sono caratterizzati da rapporti prevalentemente orali con adulti sposati e bisognosi di amanti giovani che sappiano armeggiare il loro “duro”. Nei giorni gialli risalta un’atmosfera violenta, in cui il desiderio di predominio della nostra Mistress prende forma e la sua “testa rossa” bisognosa di rapporti ha la meglio sul resto del corpo; sino a sfociare nei giorni verdi in pratiche di sesso di coppia tra bende, catene e coltelli e letture erotiche al termine delle quali ad un fortunato fan viene offerto un occasionale accoppiamento da dietro. I giorni rossi sono costellati da gite in auto con annesse masturbazioni all’autista, fino a che, in prossimità di un parcheggio, è la volta di una degna cavalcata sui sedili. Nei giorni bianchi invece una fortunata coppia di amanti approfitterà della compagnia di Miss per liberare il desiderio di violenza di lui - che prenderà forma in un rapporto anale - e il bisogna d’affetto di lei che accoccolatasi sul letto darà il via ad un dolce gioco lesbico tra piume. Insomma la nostra Mistress mostra tutta la sua versatilità e molto altro ancora…
Prima di azzardare l’analisi di Diario di una sexista, forse occorre chiarire il concetto che dà il titolo al libro: chi è una sexista? E che cos’è il sexismo? A risponderci è l’autrice stessa: “Una sexista ha la sensibilità e non è una puttana. Una sexista è sesso, beltà e ribellione”, mentre per ciò che riguarda il secondo quesito la differenziazione si fa più difficile: “Il sexismo è diverso da quello che è fetish, femdom, BDSM, e chi più ne ha più ne metta, il sexismo non è latex che ti rende schiava o padrona, ed è possibile fare sesso con i diversi ruoli se il contrasto è voluto da Mistress.” A prevalere quindi sono i concetti di libertà e ribellione, affiancati da un’idea del sesso sempre vicina alla trasgressione, aperta alle più disparate provocazioni e che non mostra preferenze tra partner maschili o femminili. Chiariti i contenuti e le tematiche, forse è il caso di spendere qualche parola sullo stile. La formula del diario, aperta allo sfogo della sua protagonista, risulta ottima per racchiudere al suo interno un materiale eterogeneo: a tratti romanzato, a tratti poetico, a tratti con ambizioni filosofiche. La commistione risulta scorrevole, anche se il processo di assembramento è certamente migliorabile. Sperimentalismi e provocazioni a parte, la stesura reggere ed è una piacevole lettura erotica di intrattenimento: certo - verrebbe da dire - tolti tutti i rimandi sessuali non è che resti molto altro, eh.