Corto Maltese - Favola di Venezia
Venezia, aprile 1921. Corto Maltese viene inseguito da alcuni uomini armati per i tetti della città lagunare. Nel tentativo di sfuggire ai colpi di proiettile sparati dai suoi inseguitori, Corto Maltese precipita da un lucernario proprio nel bel mezzo di una riunione di una loggia massonica veneziana. Dopo un breve dialogo con i “fratelli muratori” che lo hanno soccorso, il marinaio viene accompagnato all'uscita del tempio in quanto, non essendo un iniziato, non può assistere alla loro riunione. Fuori dal palazzo Corto Maltese fa la conoscenza di Bepi Faliero, un massone veneziano che, incuriosito dai modi di fare del personaggio e dalla sua insolita intrusione all'interno del tempio, gli chiede quale motivo lo abbia condotto in quel di Venezia. Corto Maltese gli risponde dicendo che si trova in città sulle tracce della leggendaria “clavicola di Salomone”, ossia uno smeraldo magico che reca incise delle misteriose scritte. Ad interrompere quell'amichevole chiacchierata notturna arriva all'improvviso un gruppo di fascisti capitanati dall'arrogante Stevani: un incontro inaspettato che solamente grazie all'intervento di Gabriele D'Annunzio non si trasforma in una rissa...
Prosegue la ristampa delle avventure di Corto Maltese in versione tascabile da parte della Lizard. Stavolta è il turno di Favola di Venezia (conosciuta anche con il titolo arabo Sirat Al Bunduqiyyah), venticinquesima storia (su ventinove) dedicata da Hugo Pratt al personaggio che lo ha reso celebre in tutto il mondo anche fra i non appassionati di fumetto. Questa “favola”, con le sue quasi cento pagine, costituisce una sorta di via di mezzo tra i celebri e ormai classici romanzi a fumetti - anche se all'epoca della loro prima apparizione il termine non era ancora in voga - di quasi duecento pagine come Una ballata del mare salato e le storie più brevi. La vicenda narrata da Pratt in questa occasione, dall'inizio alla fine sempre in bilico tra sogno e realtà, si configura come un affettuoso omaggio a Venezia, città in cui l'autore, pur non essendovi nato, crebbe e a cui è rimasto sempre molto legato. Pratt ci porta alla scoperta di luoghi misteriosi della città lagunare, sciorinando inoltre il suo gusto per i dettagli storici e le leggende, oltre ad un'ottima competenza in materia di massoneria, ordine di cui entrò effettivamente a far parte proprio nel 1976, anno di realizzazione della Favola di Venezia. Corto Maltese nella città dei Dogi incontrerà sia personaggi storici realmente vissuti, come il poeta D'Annunzio, che immaginari, come Hipazia (che si crede la reincarnazione della omonima filosofa neo-platonica) e Louise Brookszowyc, che coi loro tratti omaggiano rispettivamente la cantante veneziana Patty Pravo e la Valentina di Guido Crepax. Lo stile di Pratt in questa occasione continua sulla strada di quella semplificazione adottata a partire dalla precedente storia Corte Sconta detta Arcana: i personaggi vengono tratteggiati con pochi segni di matita, distaccandosi notevolmente dallo stile delle prime avventure di Corto Maltese ma raggiungendo una completa maturità, evidenziata dalla perfezione formale del tratto. Una storia affascinante sotto diversi punti di vista, forse un po' penalizzata in questa occasione dal formato economico e dal bianco e nero: se confrontata con l'edizione cartonata a colori di questo racconto, pubblicata sempre dalla Lizard, l'edizione tascabile – almeno per chi scrive – perde sicuramente qualche punto. Al lettore quindi il compito di scegliere se gustare questo Pratt - comunque imperdibile - in edizione tascabile o in versione deluxe.

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