Stephen Crane

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Stephen Crane

"Ogni peccato è il risultato di una collaborazione".

Nasce a Newark, New Jersey, il 1 novembre 1871: è il quattordicesimo e ultimo figlio del reverendo Jonathan Townley Crane, ministro Metodista, e di Mary Helen Peck Crane, ma gli fa da madre la sorella Agnese, più grande di 15 anni. Da piccolo è di salute fragile, tanto che il padre ripetutamente scrive nel suo diario di temere per la vita del bambino, ma ama da subito i libri, e a 4 anni già impara a leggere (la leggenda vuole che a 3 anni, mentre cercava di imitare la calligrafia di suo fratello Townley, chiedesse alla madre "Tu come scrivi la O?") e una volta iscritto a scuola completa il programma di due classi in sei settimane. Nel 1880, il padre muore: ai funerali partecipano più di 1000 persone, più del doppio dei suoi parrocchiani, a dimostrazione della stima e dell'affetto della città per il reverendo. A scuola l'adolescente Stephen è benvoluto ma un po' ribelle, e salta spesso le lezioni per vagabondare da solo e giocare a baseball. Inizia a scrivere racconti, e uno viene persino pubblicato dal Syracuse Daily Standard e sul New York Tribune: e la fiducia in se stesso come autore lo spinge ad abbandonare gli studi per diventare scrittore e giornalista a tempo pieno. Nell'estate del 1891, Crane pubblica altri racconti sul Tribune: nel frattempo fa frequenti viaggi a New York, frequentando soprattutto le periferie più degradate, i bar, le sale da ballo più losche e i bordelli, sicuramente non solo per documentarsi. Il 7 Dicembre del 1891 perde anche la madre e sceglie il fratello Edmund come tutore. La sua salute è sempre precaria, ma questo non gli impedisce di fumare moltissimo. Sedotta una donna sposata, tale Lily Brandon Munroe, cerca di farle lasciare il marito, ma lei rifiuta. Non va meglio la sua carriera giornalistica, che subisce un imprevisto stop a causa delle feroci polemiche suscitate da un suo articolo dal tono sprezzante su un corteo del Junior Order of United American Mechanics. Invece come romanziere Crane sta per decollare: nell'inverno del 1893 consegna il manoscritto di Maggie - Una storia di New York a Richard Watson Gilder, che però rifiuta di pubblicarlo sul The Century Magazine: convinto della bontà della sua opera, il giovane scrittore decide di stampare il romanzo a sue spese (con lo pseudonimo Johnston Smith) investendo tutti gli 869 dollari ereditati dalla madre. Il libro però ahilui passa inosservato: "Con quanta ansia ho atteso la pubblicazione e mi sono immaginato quale sensazione ciò mi avrebbe procurato. Nulla di tutto ciò avvenne. Nessuno sembrava notarla o curarsene...", scrive anni dopo Stephen. E' il 1894 quando pubblica - a puntate su una mezza dozzina di quotidiani sparsi per gli Stati Uniti - il suo capolavoro, il romanzo sulla Guerra Civile Il segno rosso del coraggio, che ottiene un lusinghiero successo e in un anno totalizza 11 edizioni. Anche in Inghilterra vende moltissimo: Joseph Conrad scrive che il romanzo "ha l'effetto di un proiettile di cannone da 12" caricato con un potentissimo esplosivo". A soli 24 anni Crane sembra aver raggiunto la vetta nonostante le critiche dei patrioti benestanti che gli imputano eccessivo realismo nella descrizione delle atrocità della guerra, ma viene coinvolto in uno scandalo piccante quando testimonia a favore di una presunta prostituta di nome Dora Clark maltrattata da un poliziotto: in tribunale lo scrittore viene dipinto come un uomo di dubbia moralità che frequenta abitualmente case di malaffare. Disgustato, accetta di fare il corrispondente di guerra per l'agenzia Bacheller-Johnson e parte per Cuba. Durante una tappa a Jacksonville, in Florida, conosce Cora Taylor, proprietaria del bordello Hotel de Dream, e ne diviene l'amante. I due salpano insieme per l'Europa, visitando il teatro della guerra tra Grecia e Turchia e poi l'Inghilterra, stabilendosi a Ravensbrook, una semplice villa in mattoni di Oxted: qui conoscono scrittori quali Edmund Gosse, Ford Madox Ford, Edward Garnett e Joseph Conrad, del quale Crane diventa molto amico. Un periodo relativamente sereno viene rovinato dai crescenti problemi economici di Crane e dal precipitare del suo stato di salute, con i segni di una tuberculosi polmonare in fase avanzata. Tornato a New York per seguire la guerra di Cuba, lo scrittore sbarca con i marines nella Baia di Guantanamo "per raccogliere e mettere su carta le sensazioni proprio mentre l'azione si svolgeva", una intuizione giornalistica di straordinaria modernità. La sua salute continua a peggiorare, e la vita dell'inviato al fronte non la aiuta certo. Crane infine si decide a ripartire da L'Avana e giunge in Inghiltera l'11 gennaio 1899. L'affitto della casa a Ravensbrook è in arretrato di un anno, e Stephen e Cora sono costretti a trasferirsi in campagna. Qui conoscono Henry James e H. G. Wells e ritrovano un po' di serenità, mentre Crane lavora febbrilmente a romanzi, racconti, poesie e articoli. Il 29 dicembre il giovane scrittore viene colpito da una grave emorragia polmonare, e nei primi mesi del 1900 non fa che peggiorare, tanto che a maggio Cora decide di portarlo in una clinica specializzata tedesca, a Badenweiler. Ma il 5 giugno 1900, a soli 28 anni, Stephen Crane muore. Oggi riposa a Hillside, in un piccolo cimitero del New Jersey.

I libri di Stephen Crane