Prima che sia giorno

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Prima che sia giorno

Un ragazzo sui vent'anni racconta l'estate del suo diploma, trascorsa con suoi tre amici a bighellonare tra festini e locali, tra incontri sessuali, viaggi e soggiorni nelle seconde case dei genitori. Appannato dall'uso di droghe e alcol, privo di stimoli e di desideri, si ritrova  nell'appartamento al mare della famiglia di Alessio. Sua nonna sta morendo e ha chiesto di vederlo, il padre e la madre lo chiamano per invitarlo ad andare, ma lui non riesce a raccogliere le forze e le motivazioni per farlo, neanche quando torna a Roma. Qui tra  incontri, bevute e giornate passate a oziare, interrompe la sua storia con Laura e fa a botte con Joseph, col quale instaura un rapporto forte, anche se altalenante, fatto di amore e attrazione, rifiuto e inganno allo stesso tempo. Senza limiti economici né etici, decide poi di partire per la Spagna con i suoi amici, ma per seguire Joseph finisce in Portogallo dove gli rubano il portafoglio. Allora tornano in Spagna, viaggiando in treno per tutta la notte. Complice il delirio e la febbre, il protagonista viene abbandonato dai suoi amici alla stazione di Siviglia e continua il suo viaggio per Tarifa da solo. Poi lo raggiunge Carlo da Roma e con la sua espressione sconvolta lo costringe a capire quello che è successo nel frattempo a Joseph...
Romanzo d'esordio del poco più che ventenne Giulio Messina, Prima che sia giorno è la storia disperata di un pezzo della sua stessa generazione. L'autore descrive in prima persona e con disincanto la vita di un gruppo di adolescenti preda di loro stessi e della propria solitudine, autodistruttivi, incapaci di scegliere tra le numerose opportunità che la vita gli offre: “Ovunque io mi trovi, che siano i quartieri della mia città o queste strade sconosciute, tutto sembra restare identico e io sospeso sopra gli avvenimenti” - dice il protagonista del romanzo, che rimane anonimo. Sono i rampolli dell'alta borghesia romana, in una visione contrapposta e speculare a quella romantica di Federico Moccia, fatta di giovani sentimentali e sognatori. Il libro si legge d'un fiato, incalzati dalle scene cinematografiche, dai dialoghi spezzettati, dai pensieri interrotti, dai personaggi solo abbozzati, a sottolinearne la vacuità. Nessuno ne esce pulito: nel mondo di Messina anche i genitori sono superficiali e assenti, incapaci e mondani. La veridicità di alcune descrizioni lascia al lettore il dubbio che questa storia sia una testimonianza dell'autore. Dubbio dissolto dal modo artefatto e inverosimile in cui viene rappresentata l'assunzione delle sostanze, dalla marijuana all'hashish, dall'alcool alla cocaina. E questo ci lascia con la speranza che Messina non appartenga a questa cerchia di adolescenti sfaccendati, viziati e nichilisti, ma sia stato solo capace di fotografarla.