Vertigine della lista
Realizzato in occasione della manifestazione “Vertiges de la liste”, organizzata dal Musée du Louvre e diretta dallo stesso Eco, il volume – di grande formato e prestigiosa veste grafica - è una carrellata di testi e immagini opera di decine e decine di poeti, scrittori e artisti del calibro di Omero, Albrecht Altdorfer, Esiodo, Matthias Gerung, Hieronymus Bosch, Leonardo da Vinci, Jean Cousin il Giovane, Correggio, Virgilio, Dante Alighieri, Gustave Doré, Tintoretto, Ludovico Ariosto, William Shakespeare, Giambattista Marino, James Joyce, Aristotele, Gustav Klimt, François Rabelais, René Magritte, Pablo Neruda, Italo Calvino, Andy Warhol. Minimo comun denominatore, la lista. Una forma espressiva che tendiamo ad associare alla spesa da fare al supermarket o alla pur nobile arte dell’inventario, ma che invece è una costante nella Letteratura e nelle arti figurative da Omero a oggi, come si scopre pagina dopo pagina anche con una certa sorpresa. E il senso di vertigine che ti coglie davanti a tutti quei nomi, quegli oggetti, quei luoghi, quegli aggettivi, quegli stati d’animo (persino quegli angeli e quei diavoli) – forse anche perché la lista di per sé allude all’infinito o peggio alla compiutezza – è comunque meno forte di quello che ti prende se rifletti un attimo su quante e quali liste sono state escluse dalla ‘compilation’: “La ricerca delle liste ha rappresentato una esperienza molto eccitante non tanto per quello che si è riusciti a mettere in questo volume quanto per tutto quello che si è dovuto trascurare”, conferma Eco.
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