Ariel è una sedicenne caparbia e ribelle, che perde il severo padre in un incidente d’auto, dopo che la madre - la sognatrice e instabile Vanessa - è sparita in circostanze misteriose. La ragazza è costretta suo malgrado ad andare a vivere con gli unici parenti che le sono rimasti: i genitori della nuova odiatissima compagna del padre, Sara, anche lei coinvolta nell’incidente e ora in coma. Ariel guarda il mondo in modo cinico e arrabbiato e l’unica persona alla quale è realmente affezionata è la sua sorellina Greta, una vivace bimbetta di quattro anni. Ariel non ha mai avuto un ragazzo e ha una cotta per Pietro, che le preferisce però Giada, più bella e femminile di lei, suscitando i commenti acidi delle sue “pseudo” amichette, Etta e Bea. Durante il giorno invece di andare a scuola la ragazza se ne va in giro per le strade della sua Torino e durante le sue lunge mattinate conosce Lucio, di cui si innamora. A seguire da lontano la vita di Greta e Ariel è l’infermiera Sandra - incinta del terzo figlio che, dopo due maschi - vorrebbe fosse femmina, che condivide con le sorelle un lutto nel suo passato ed è incuriosita dal carattere e dalle reazioni della adolescente. Tra i luoghi che visita Ariel c’è anche l’ospizio dove è ricoverato il suo amatissimo nonno Armando con il quale è cresciuta. Ma diventare grandi non è facile soprattutto quando c’è una famiglia problematica e allargata di mezzo. Dopo le lacrime gli eventi pian piano si fanno, però, più chiari e finalmente Ariel riuscirà a trovare il suo equilibrio svelando un determinante mistero…
Un esordio davvero interessante quello della torinese Silvia Tesio, che riesce a raccontare con estrema leggerezza e autenticità una storia drammatica e dagli inaspettati risvolti psicologici. La costruzione dei personaggi, curata e attenta, consente all’autrice di tessere una credibile trama esistenziale dove la protagonista, ma non solo, vive di infinite e vibranti sfumature sentimentali: l’odio irrazionale per la sua “matrigna”, la dedizione incondizionata per la sorellastra, l’affetto tenero verso il vecchio nonno, l’amore acerbo per Lucio. Uno stile descrittivo e visuale quello della Tesio, che ama “fotografare” nei dettagli ambienti e situazioni, riuscendo a restituire, così, al lettore vivide scene nelle quali calarsi con la stessa naturalezza con cui si guarderebbe un vecchio album di famiglia. Un moderno e agile romanzo di formazione, dunque, che ha per protagonista un’adolescente ma che adolescenziale non è: la storia della cinica e acutissima Ariel è destinata a colpire anche chi i dubbi e i tormenti dei sedici anni li ha doppiati da tempo e vuole semplicemente divertirsi, per lo spazio di qualche pagina, ad osservare il mondo con lo sguardo di una acuta e intelligente ragazzina.
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