Negri, froci, giudei & co.
Gian Antonio Stella, tra il serio ed il faceto, ricostruisce la storia di questa cosa che chiamiamo uniformemente intolleranza. Dal terrore per il popoli barbari alla battaglia di Montaperti tra senesi e fiorentini, dalle descrizioni mostruose e mirabolanti dei popoli lontani alle pulizie etniche tra africani, Stella propone un quadro storico e politico di questo eterno conflitto tra “noi” e gli “altri”, dove gli “altri” sono tutti coloro che per un motivo o per un altro non consideriamo simili per il colore della pelle, per l’appartenenza religiosa, per la lingua parlata o per i gusti sessuali. Con un occhio ad internet, pozzo senza fondo di qualsivoglia esternazione a carattere razzista ed uno alla mappa dei partiti xenofobi, nazionalisti, identitari che si fanno spazio pericolosamente in seno all’Europa e non solo, Negri, froci, giudei & co. intrattiene il lettore su quella che sta diventando una vera e propria pandemia di intolleranza che prende piede dalla convinzione di essere il centro del mondo (“Questa idea di essere al centro del mondo, in realtà, l’abbiamo dentro tutti. Da sempre. Ed è in qualche modo alla base, quando viene stravolta e forzata, di ogni teoria xenofoba. Tutti hanno teorizzato la loro centralità. Tutti”) e quindi dal sentirsi autorizzati a considerare gli altri esseri inferiori, spregevoli, disprezzabili, assimilabili a quell’orrida categoria di sottouomini per i quali la morte, possibilmente lenta e dolorosa, è l’unica strada percorribile. Tutto questo in un libro che non lesina citazioni storiche di spessore, andando a ripescare i resoconti dei cronachisti, degli storici romani, dei monaci che andavano ad evangelizzare le terre selvagge. Magari qualche passaggio potrà anche annoiare, verrebbe voglia di saltare le pagine a piè pari, ma tutti rientrano rigorosamente in un ragionamento lineare per spiegare che l’intolleranza, l’insofferenza verso l’altro non è un fenomeno nuovo nella storia e che sempre c’è stato, per un popolo, qualcuno a cui contrapporsi. Sempre. Per arrivare ai vari Borghezio, Gentilini, Mussolini, Boso e Calderoli, che con le loro bordate talvolta fanno ridere, altre volte vergognarsi di esserne connazionali, bisogna partire da molto lontano per capire quali siano le vere radici di questo etnocentrismo esasperato ed ossessivo che fa spostare l’obiettivo dall’immigrato allo zingaro a seconda di quale argomento sia politicamente più spendibile, con buona pace del terrone, declassato dalla Top ten dell’indesiderabile. Una lettura preziosa per capire la deriva che stiamo prendendo e per renderci conto di quanto stretto sia il nostro giardino e miope la nostra vista.
acquista:

Enrica Bonaccorti vi consiglia: 

