Atomic Robo e gli scienziati combattenti della Tesladyne
Nel 1923 il genio (spesso incompreso) di Nikola Tesla realizza un robot, battezzato Atomic Robo, dotato di una intelligenza straordinaria. Nel 1938 il governo Usa affida al robot una missione segreta sull'Himalaya: lo scopo è quello di penetrare nel rifugio del criminale e scienziato nazista barone Heinrich Von Helsingrad - accusato fra l'altro di rapimento e sperimentazione su cavie umane non consenzienti - per assicurarlo alla giustizia. Atomic Robo, dopo aver sgominato i soldati di guardia, riesce a scovare il barone e almeno apparentemente a sconfiggerlo. Visto il buon esito della missione gli Usa concedono ad Atomic Robo lo status giuridico di persona umana nonché la cittadinanza americana. Grazie al nuovo status acquisito Atomic Robo fonda la Tesladyne, una società che raduna i migliori cervelli della terra con lo scopo di studiare scientificamente le più grandi stranezze che accadono nel mondo. In questo modo il robot e i suoi “Scienziati d'azione” diventano l'estrema arma di difesa della terra contro le minacce più ignote e pericolose...
Atomic Robo e gli scienziati combattenti della Tesladyne è il titolo del primo volume di una mini-serie (divisa in sei parti) che narra le avventure del simpatico automa ideato da Brian Clevinger (testi) e Scott Wegener (disegni). Pubblicato negli Stati Uniti dalla Red 5 Comics, Atomic Robo alla sua prima apparizione ha suscitato subito un notevole interesse, ottenendo nel 2008 (ossia nell'anno della vittoria di The Umbrella Academy) la nomination come miglior mini-serie agli Eisner Awards. Una delle chiavi del successo di Atomic Robo risiede, oltre che nella simpatia immediata che può suscitare nel lettore un robot che indossa t-shirt e sahariane a seconda delle occasioni, nelle particolari avventure che si trova ad affrontare, in solitaria o coadiuvato dagli scienziati combattenti della Tesladyne, che coprono un arco temporale vastissimo a partire dal 1923 (anno della sua creazione da parte di Nikola Tesla) fino ad arrivare ai giorni nostri. Atomic Robo - che (non solo) graficamente rimanda a personaggi come Iron Man, Indiana Jones, Rocketeer, Hellboy e Il gigante di ferro dell'omonima pellicola di Brad Bird – si troverà di volta in volta impegnato contro criminali nazisti sull'Himalaya o formiche gigantesche nel deserto del Nevada, oppure inviato sul pianeta Marte o alle prese con una piramide misteriosamente semovente nell'Egitto odierno. Avventure davvero incredibili che mescolano b-movies, sci-fi e letteratura pulp e che risultano molto divertenti grazie alle ingenti dosi di sarcasmo e ironia che Clevinger fornisce ad Atomic Robo, permettendogli così di riempire i suoi balloon con efficaci battute anche nelle situazioni più estreme in cui si viene a trovare. Alcuni dei riferimenti a cui si accennava sopra si possono ritrovare anche nello stile di disegno di Wegener, che omaggia - peraltro dichiaratamente sin dall'introduzione - un grande maestro del fumetto contemporaneo come Mike Mignola. In appendice al volume una serie di brevissime storie del robot scritte da Clevinger ma realizzate graficamente da altri disegnatori, una galleria di copertine e pin-up e una sorta di backstage con alcuni degli schizzi preliminari di Wegener che documentano l'evoluzione del design di Atomic Robo. Indubbiamente un personaggio che merita di essere seguito con attenzione.

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