Delitto irrisolto
I protagonisti di Delitto irrisolto certo non possono dire di annoiarsi. E' difficile immaginarsi la coppia di sposi e di agenti dell'FBI Savich e Sherlock sdraiati nel letto, lui a destra lei a sinistra, lui con giornale lei a brontolare e a dare calci alle lenzuola per la frustrazione. Quando si è considerati la coppia di migliori investigatori sulla piazza è difficile fare una vita à la Casa Vianello! Il duo stile Bonnie e Clyde (ma dalla parte della legge) creato dalla penna di Catherine Coulter, alla sua seconda avventura, è simpatico e coinvolgente. Tra una scena del crimine e l'altra si sorride facilmente delle tipiche situazioni familiari che i due agenti si ritrovano ad affrontare (specie quando c'è un figlio piccolo da crescere). La trama mescola elementi esoterici al collaudato meccanismo dell'assassino seriale. Lo stile della Coulter, che usa una terza persona vicina ai protagonisti, è rapido e lascia poco spazio per pensare. Anche se, qualche volta, la scrittura si sofferma troppo su dettagliate descrizioni che aggiungono poco alla storia e ai personaggi (una è davvero stravagante: un corridoio color “verde lattuga”!). Leggere Delitto irrisolto è come vedere un film thriller: una prosa fatta di rapide battute botta e risposta che si succedono tra efferati assassini, interrogatori e false piste. Il linguaggio utilizzato qualche volta ha un leggero sapore patinato con una punta di fasullo (tanti “dannazione” politicamente corretti non proprio credibili in bocca a due agenti che si ritrovano all'improvviso con misteriosi delitti da risolvere e una vita familiare da condurre) ma, nel complesso, la vivanda poliziesca è saporita e si mastica con piacere. Ai non appassionati al genere potrebbe causare qualche problema di digestione.
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