Ristorantopoli
Che rapporto c’è tra un cliente e uno a caso tra le centinaia di migliaia di ristoranti disponibili al mondo? Da dove nasce il metro di giudizio del proprio gusto? C’è un modo per capire il tipo di cameriere con il quale abbiamo a che fare? Sono tutte domande che, secondo Mauro Zucconi, sarebbe bene porsi prima di affrontare un ristorante qualsiasi. Perché - chi lo avrebbe mai detto - l’uomo deriva dallo stile nutrizionale di una mamma (almeno nel novantanove per cento dei casi) che può aver influenzato positivamente o negativamente il palato del figlio innocente, abituandolo a mangiare qualsiasi brodaglia, oppure servendogli quotidianamente manicaretti incredibili al cui cospetto ogni portata estranea difficilmente potrà reggere il confronto. E poi, il ristorante è un ecosistema particolare nel quale il cliente appena entrato interagisce in maniera peculiare. E’ un nemico-amico da usare o accudire, pericoloso e coccolone allo stesso tempo. I camerieri non sono tutti uguali, le cucine non sono tutte uguali, i gestori non sono tutti uguali e, chi può dirlo, voi stessi non siete sempre uguali ad ogni uscita mondana. Perciò, intelligenza, furbizia e istinto di sopravvivenza aiuteranno il buon cliente a destreggiarsi tra le offerte culinarie più disparate…
Ristorantopoli è un termine che può fuorviare. Qui non si tratta di smascherare una scellerata rete di intrighi e denunciare loschi figuri che agiscono nell’ombra, quanto di comprendere simpaticamente con chi stiamo parlando mentre ordiniamo qualcosa da un menu. Un’anti-guida gastronomica che strappa sorrisi e qualche sana risata (anche qui è questione di gusti), che di questi tempi, secondo me, valgono come una mancia insperata. L’idea che siamo tutti bambini vulnerabili al cospetto di un tavolo con pane e coperto mette allegria, resuscita la voglia di improvvisare davanti ad una lista dei vini o ad un impomatato cameriere, che muore dalla voglia di vedervi sbagliare la pronuncia francese di un carpaccio di culo di rana pescatrice o chissà quale altra bestia ignara d’essere finita nel programma della serata. Più che una guida ai ristoranti, il libro fornisce un identikit dei potenziali clienti, dentro al quale ricercare la propria immagine. Il consiglio è: riflettiamo un secondo prima di entrare nel ristorante che abbiamo scelto. Potrebbe essere importante. Perché ci andiamo? E’ una cena sociale? Una cena solitaria? Una cena a sfondo sessuale? E con chi ci andiamo? Il nostro vicino di posto è un tipo noioso? Io sono noioso? Sono tutti dettagli che influenzeranno l’esito della serata e il rapporto con il cameriere e il resto del personale in cucina. Insomma, si ride ma con un piccolo pensiero al nostro modo di interagire con il resto del mondo.

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