My name is Palmiro - À la recherche du temps perdu

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My name is Palmiro - À la recherche du temps perdu

Una sera di fine novembre del 1992 – probabilmente buia e piovosa. In sottofondo, un cd dei Négresses Vertes. Quel pomeriggio Sauro ha fatto una passeggiata nel centro di Firenze, e si è comprato un costosissimo libro su Kandinsky. Da qualche schizzo a ruota libera con una Bic nera su un blocco notes a quadretti nasce un piccolo anatroccolo che va in bicicletta. L’aria sconsolata, due zampette fine fine e un becco ovale enorme, Palmiro (che per un po’ nemmeno ha un nome) fa innamorare subito Sauro, che da quel giorno mette da parte carta pregiata, penne, pennini e pennelli e “si ritrova in un piccolo paradiso fatto di carta da fotocopie, pennarelli indelebili da ufficio e retini trasferibili R41 normalmente acquistabili in qualsiasi cartoleria”. Piano piano le strisce sull’anatroccolo sfigato si arricchiscono di nuovi personaggi: una fidanzata laconica (e un po’ stronza) che manda lettere terrificanti al povero Palmiro, un cactus che fa la voce della coscienza, un cagnolino, dei compagni di scuola mostruosi, un’anatroccola cubana…
Non capita tutti i giorni di assistere alla nascita e all’evoluzione di un personaggio dei fumetti. Doveroso quindi ringraziare per la preziosa e godibilissima opportunità il grafico, illustratore e autore Sauro Ciantini, che in questo libro (“che non è il suo primo ma è come se lo fosse”) apre i suoi cassetti e ci fa dare un’occhiata a schizzi, tavole preparatorie, strisce e appunti con protagonista il buffo anatroccolo Palmiro (quello dell’agenda Comix, proprio lui!). I disegni sono commentati, vivisezionati, correlati da approfondimenti che – pur mantenendo un tono del tutto informale e spiritoso (sempre cosa buona e giusta non prendersi troppo sul serio) – ci aiutano a capire il background e a leggere tra le righe di una striscia molto ‘leggera’ e godibile ma cattiva quanto basta che aiuta a sorridere sulle amarezze della vita.