Solitudini di coppia

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Solitudini di coppia

Olivia e Carl Larkin: lei insegnante di recitazione, lui preside di fisica del Belvedere College. Una bella coppia – realizzata, apparentemente affiatata. Due figli. Un menage sereno… almeno fino al giorno in cui Carl sparisce nel nulla, lui, da sempre così ragionevole e affidabile, lui, lo scienziato con i piedi ben piantati per terra. Per Olivia è uno shock – la conferma lampante, inconfutabile, di una sensazione spesso provata: che suo marito indossasse una maschera, che vivesse come nascosto dietro un solido carapace fatto di impenetrabile riserbo, di finto distacco. Dietro quello schermo, evidentemente, infuriavano tempeste. Olivia l’ha percepito, ma s’è sempre ritratta, non ha mai avuto il coraggio di pretendere la verità, per non essere costretta a subire la stessa richiesta. Perché anche lei, in fondo, non si è concessa del tutto e ha mantenuto chiuse a chiave molte stanze del suo cuore. Così, mentre Carl è lontano, alle prese con i fantasmi di un angosciante passato con il quale deve fare i conti, anche Olivia si lascia vagare, con la memoria, tra le rovine di quella che un tempo era la sua vita, quando era terribilmente giovane e suo marito si chiamava Noah…

C’è solo un peccatuccio – veniale – che si può rimproverare al godibile romanzo di Stephanie Gertler, collaudata scrittrice di romance contemporaneo: qualche tocco mélo di troppo, soprattutto nella storia di Carl. È vero, lapalissiano: i segreti non fanno bene alle relazioni, e non solo a quelle sentimentali, ti costruiscono attorno dei muri che invece di proteggerti finiscono per isolarti irreparabilmente. Lo scoprono, a loro spese, i due coniugi Larkin, che pure si amano, ma che rischiano di perdersi, avviluppati come sono in bozzoli di parole non dette. Per ritrovarsi, occorre ritrovare il proprio passato e condividerlo. Come dice Carl: “Se giriamo le spalle al passato, perdiamo la nostra storia. Se viviamo nel passato, perdiamo il futuro”. E qui sta il punto. Nell’adolescenza dell’irreprensibile scienziato c’è addirittura un omicidio, dopo il quale ha cambiato nome e vita… ovvio che un simile fardello pesi sui suoi rapporti interpersonali! Ma in fondo, per illustrare quanto facciano male le omissioni e gli svicolamenti dalla verità, molto più efficace risulta la storia di Olivia, i cui segreti sono molto più sottili, meno sensazionali, ma ugualmente intossicanti. Si tratta di un peccato veniale, lo ripetiamo, che peraltro ben si maschera dietro a una scrittura intensa e toccante, scandita da efficacissimi dialoghi. Un romanzo appassionato.