Lo straniero
Lo straniero rappresenta la trasposizione all’interno di un’opera letteraria dell’idea - fondante per il pensiero di Camus - dell’assurdo dell’esistenza umana, concetto che trova una trattazione di maggiore respiro filosofico nel testo Il mito di Sisifo. Nel personaggio protagonista troviamo infatti perfettamente rappresentata la condizione di nonsense, di privazione di significato, che permea la vita di Meursault: straniero in quanto estraniato - al di fuori - dalle regole della vita sociale, dalle leggi, da precetti religiosi o morali e immerso in quell’unica ricerca della verità e di senso che vede l’uomo confrontarsi con la natura. E infatti il nostro Meursault - malgrado la narrazione in prima persona - è una persona che non ama parlare di sé, dei suoi sentimenti o dei suoi pensieri, preferendo la messa in ombra delle evanescenti sensazioni in favore di un rapporto quasi fisico con gli elementi naturali. Tuttavia, accantonate le difficoltà di natura concettuali legate all’opera, Lo straniero è al tempo stesso un testo che si lascia leggere facilmente da qualsiasi lettore, grazie ad uno stile volutamente semplicistico che appare a tratti abbozzato e diaristico. Un’ottima occasione quindi per conoscere Albert Camus, vincitore del Premio Nobel per la letteratura con l’opera La peste nel 1957, pochi anni prima che un incidente automobilistico ne causi la prematura scomparsa. Solo nel 1967 Luchino Visconti realizzerà una trasposizione cinematografica de Lo straniero, che vede nei panni di Meursault Marcello Mastroianni.
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