Ore diverse

Ore diverse
Un io vulnerabile e umanissimo osserva il naufragio quotidiano. Non sembra affatto intenzionato a individuarsi e marcare la differenza, né preoccupato di isolarsi e mettersi in salvo. Almanacca sulle vicende, trovando un modo di raccontarsi la sua vita insieme distaccato e partecipe, intimo e disincantato. Lo scetticismo con cui ha imparato a convivere con l’inaccettabile è ormai pacifico, forse appena malinconico: Ho osservato fiori e senza tristezza/li ho visti perdere petali ingialliti. Il ricordo di ciò che ha prefigurato il proprio destino e il rimpianto di ciò che non lo ha determinato fanno di lui piuttosto un superstite, un testimone vigile e confidenziale: Credo che continuerò a descrivere le cose/ per assicurare che sono realmente accadute. Allora anche l’ansia del trascorrere della vita, gli affanni del senso e dei sentimenti, le perdite del cuore divengono sostenibili come elementi connaturati al passato e al presente dell’esistenza umana. La realtà non incarna più profezie o, se lo fa, si tratta di profezie che promettono residui bagliori di evanescenza, prima che il cielo si oscuri. E il sublime coincide solo con la leggerezza luminosa di una poesia che comunica la tenerezza dell’anima, oltre al sarcasmo di un mondo in cui ormai: E’ tempo di rinunciare a cercare l‘invisibile./ Anche nei giorni migliori non ve n’è/ che un pallidissimo segno...
Ore diverse, Premio Pulitzer 2001 per la poesia, è una preziosa raccolta di componimenti poetici attraverso la quale il lettore italiano può finalmente cogliere l’opportunità di conoscere uno tra i più prolifici e apprezzati poeti statunitensi contemporanei. Ai cultori della materia corre dunque l’obbligo di sottolineare la meritevole operazione condotta in porto dalla Del Vecchio Editore nell’aver individuato e colmato un vuoto, pubblicando una silloge che costituisce il punto più alto e per certi aspetti risolutivo del percorso umano e poetico di Stephen Dunn. Quello in cui l’anziano autore newyorchese riprende l’utilizzo del verso libero per dar voce, con tenero disincanto, a poesie che spaziano in una generale tematica del vivere contemporaneo. Versi che recano l’andamento di una prosa confidente, quasi una raccolta di narrazioni che danno conto di episodi e scandiscono i giorni come tasselli di vita. Stephen Dunn si misura con toni, situazioni e sentimenti ai quali adegua il proprio verso, lasciando che siano lo smalto o l’opacità delle immagini a farsi segno di verità. Questo libro, curato e tradotto da due valenti studiosi e saggisti quali Marco Federici Solari e Lorenzo Flabbi, è davvero un piccolo gioiello adatto a presentare al pubblico nostrano una vena poetica che non perde mai il suo punto di contatto con la serie di eventi e di meditazioni che l’hanno fin qui generata.

 

 

 

 
 
 
 
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