Io sono Medusa
Dodici anni vissuti a Seaton, una cittadina dell’East Devon, la maggior parte dei quali trascorsi insieme con la nonna Rose, priva di compagni di gioco e dell’affetto dei propri genitori: un papà architetto, confinato a Londra, e una mamma stravagante e inquieta, sempre pronta a correre dietro all’amante di turno, salvo poi rientrare a casa per fumare erba e imbottirsi di antidepressivi. Quindi, dopo la dissoluzione del nucleo famigliare e la definitiva separazione dal padre e dal fratello minore Nathaniel, il vagabondaggio in Europa con la madre, che di lì a poco morirà a Roma abbandonando Medusa al proprio destino. La ragazza ottiene un posto da segretaria presso un avvocato di Milano, che - nonostante l’aspetto fisico sia tutt’altro che avvenente – fa di lei un’amante, costringendola a soddisfarne le più abominevoli perversioni sessuali. Poi un giorno, il guscio della sua solitudine si frantuma per la ricomparsa, a distanza di anni, di Nathaniel, divenuto giovane bello e irresistibile. Nell’esistenza tutt‘altro che felice di Medusa non era mai successa una cosa simile: proprio lei, a cui erano sempre stati riservate indifferenza e spregevolezza, si abbandona agli impeti incontrollati della passione, aprendo il fianco al male che è solito scaturire da una vicenda vissuta senza freni inibitori. E la situazione non è certo resa più semplice dalla presenza di Margherita, la fidanzata del fratello…
Io sono Medusa è un romanzo intenso e vibrante, uscito dalla penna di una matura benché ancor giovane scrittrice, che ha già al suo attivo poesie, racconti, e saggi. Roberta Tamiso, nata nel 1978 ad Ascoli Piceno dove risiede tuttora, gestisce con pregevole lucidità una narrazione che fruga, senza pietà e senza attardarsi in vacue sfumature psicologiche, lungo il doloroso crinale di un’esistenza segnata da un disperato bisogno di amore. Una vicenda che ha il lontano sapore di un thriller, dove solitudine e solidarietà, indifferenza e affetto, accanimento e docilità si attraggono e si respingono in drammatiche sequenze. Perché questa è la storia di una donna; ma anche un libro sulla passione amorosa e sulla degenerazione di questa condizione dell’anima, che nell’abbandono permette la piena accettazione. La confessione, resa in prima persona dalla protagonista, rievoca con onestà e fermezza tutti i comportamenti, anche i peggiori di un’anima balzana e imprevedibile. E li affastella in una tensione che si nutre di una rabbia troppo a lungo trattenuta prima di esplodere in tutta la sua più virulenta crudeltà. Il romanzo si conclude proprio là da dove era partito - in riva al mare di Seaton - dove Medusa cerca rifugio per bagnare i panni della sua storia alla ricerca di un liquido responso per la malattia dell’amore che l’ha segnata in maniera indelebile.

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