Lo spirito delle leggi
Lo spirito delle leggi è l’opera più importante di Charles de Sécondat, barone di Montesquieu, noto filosofo francese dell’età dell’illuminismo (1689-1755). Un testo fondamentale, non tanto perché è il più riuscito, ma soprattutto perché ha rappresentato la realizzazione di un obiettivo perseguito costantemente per tutta la vita. Non un condensato di teorie astratte, ma una ricerca empirica in cui sono messi a frutto i risultati di un’attenta osservazione delle istituzioni dei paesi europei e di un lungo studio degli usi e dei costumi dei popoli colonizzati d’America, d’Asia e d’Africa. Allo scopo di comprendere l’uomo e le leggi che ne regolano l’esistenza nella comunità umana, individuando i principi su cui si fonda la scienza della società. Montesquieu ha così modo di concepire un trattato a metà via tra politica e filosofia che costituisce un eccellente punto di convergenza tra l’esperienza istituzionale inglese e il razionalismo di scuola illuministica. Tracciando, in tal modo, le coordinate del liberalismo politico moderno e di un pensiero largamente studiato da oltre due secoli. Ma non per questo ancora oggi privo di attualità, a giudicare dal serrato confronto in atto nel nostro Paese tra i vari poteri dello Stato.
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