Fragile - Polvere alla polvere

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Fragile - Polvere alla polvere

Lo strano trio costituito dai due zombi innamorati Alan e Lynn e dalla transessuale Grace, a sua volta invaghita di Alan nonostante lui sia morto e lei viva, raggiunge Alberville, la città nella quale si dice i morti viventi hanno trovato il modo di arrestare il processo di putrefazione che ne distrugge inesorabilmente il corpo risorto in poche settimane. Qui uno zombi scienziato, il sinistro dottor Wandrei, spiega loro l’origine della strana epidemia di resurrezioni che ha cambiato la faccia della terra: si tratta di un esperimento medico sfuggito di mano. Il professor Vasey, partendo dalla scoperta che un gene denominato P66SHC controlla la lunghezza della vita, aveva sintetizzato in laboratorio un enzima capace di eliminarlo e lo inoculava con un virus prima in cadaveri, poi – grazie all’ appoggio interessato dell’esercito – in cavie umane vive. Ma una malattia incurabile lo aveva portato alla morte in qualche mese, e i militari avevano commesso il grave errore di far risorgere lo scienziato, che aveva trasformato l’oggetto delle sue ricerche: non più la ricerca dell’immortalità, ma la trasformazione in zombi dell’intera umanità. Ora Wandrei e il suo staff sono alla ricerca di un siero, sul quale però vuole mettere le mani anche il mostruoso generale zombi Dolan. Intanto le autorità superstiti stanno dando il via a un piano disperato: rinchiudere un gruppo di umani vivi in un bunker per un anno, in modo che in quell’arco di tempo tutti gli zombi muoiano definitivamente e il virus scompaia, e una volta tornati alla superficie si possa ricominciare tutto da capo…
La seconda parte della graphic novel di Stefano Raffaele (XO-Manowar, Hawkeye, Batman, Pandemonium) marca una netta inversione di tendenza rispetto alla prima, sia a livello grafico che di sceneggiatura: se le atmosfere de L’amore dopo la morte erano più rarefatte ed esistenziali e la narrazione utilizzava l’horror come pretesto per raccontare una storia d’amore, in questo Polvere alla polvere l’approccio è più convenzionale, i ritmi diventano serrati, anche le vignette nella pagina si infittiscono e il tratto si fa più nervoso, elettrico, convulso per dare conto delle numerosissime scene d’azione. Fa inoltre irruzione sulla scena un villain spietato e mostruoso, e tutto finisce per somigliare a un gigantesco omaggio ai B movies di genere. Il che non è assolutamente un male, anzi, ma certo annacqua un po’ la carica innovativa dell’approccio ‘romantico’ che rende la prima parte di Fragile un momento importante della storia del fumetto italiano ed europeo e la seconda ‘soltanto’ una gradevolissima, adrenalinica, deliziosamente gore storia ‘de paura’.
 
 

Leggi l'intervista a Stefano Raffaele