Il luogo perduto

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Il luogo perduto

Argentina, 1977. Dov’è finita Matilde Trigo? Perché non si hanno notizie di questa bella ragazza di Villa del Carmen trasferitasi a Buenos Aires per lavoro? Marita, la sua migliore amica d’infanzia, è preoccupata: è da troppo tempo che Matilde non risponde alle sue lettere e questo non è da lei. Anche Ferroni, un ufficiale di polizia di Buenos Aires, è sulle tracce di Matilde. Nel suo appartamento vuoto, solo una lettera preoccupata di Marita, dalla quale si intuisce una corrispondenza costante e intima. Sicuramente Marita sa qualcosa: nelle lettere che Matilde le ha inviato ci dev’essere una traccia, un indizio per poterla localizzare. È per questo che in un giorno afoso d’estate l’uomo si presenta nel bar dove lavora la ragazza, nella desolata Villa del Carmen, deciso ad avere le lettere di Matilde. La sua richiesta insospettisce Marita: chi è questo “porteño”? Perché tanta insistenza, in che guaio si sarà cacciata l’amica? O queste lettere hanno qualcosa a che vedere con José Luis, il fidanzato di Matilde, un operaio delle ferrovie considerato un sovversivo dalla polizia militare? Marita  istintivamente decide di non fidarsi e di tenersi le lettere. Fra poco sarà il suo compleanno e Matilde non si dimenticherà di lei, sicuramente le arriveranno gli auguri, e da lì deciderà come comportarsi. Contando i giorni che mancano al compleanno della ragazza,  Ferroni e Marita rimangono sospesi in un lento presente, mentre cominciano a riaffiorare nelle loro menti personaggi e luoghi appartenenti al passato...
Il luogo perduto, vincitore del premio Clarin de novela nel 2007, è la storia di un’amicizia tra due giovani donne durante i sanguinosi anni della dittatura militare. La brutalità della repressione si scontra con il mondo tranquillo di Marita e con i sogni d'amore di Matilde, costringendole a prendere, ognuna individualmente,  decisioni che cambieranno per sempre le loro vite. L'elemento più originale della novella è senza dubbio la particolare concezione del tempo: Jujuy (Villa del Carmen) è  un luogo in cui le cose rimangono sospese, i giorni sono eterni e le vicende passate e presenti prendono vita confondendosi nelle menti dei personaggi. In un monologo interiore quasi ininterrotto che rischia di smarrire il lettore, si alternano visioni, ricordi, immagini e presentimenti e si delineano le vicende non solo di Matilde e Marita, ma anche della nonna di quest'ultima e di Natividad Ugarte, l'anziana analfabeta  alleata di Marita. Amore, desiderio, ossessione e crudeltà sono i principali ingredienti di un romanzo definito da José Saramago come “ necessario per poter capire certe chiavi che articolano o disarticolano questa cosa che chiamiamo specie umana”.