Back to Brooklyn

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Back to Brooklyn

Un venerdì mattina Bob Saetta entra nel distretto di Polizia di Brooklyn, New York, con la ferma intenzione di raccontare tutto. Non è una scelta indolore. Bob Saetta è, infatti, il numero due della più potente famiglia mafiosa del quartiere. La sua confessione potrebbe cambiare radicalmente lo scenario della lotta alla malavita in città. Ma c'è un piccolo particolare: nel momento in cui è entrato nel quartier generale del NYPD, sua moglie e suo figlio sono stati trattenuti da Paul "il muro" Saetta, suo fratello, il boss. Bob otterrà allora dalla polizia e dall'FBI il tempo di un weekend per tornare a Brooklyn e tirar fuori la sua famiglia in ostaggio. Inizierà così la discesa di Bob Saetta e del suo fedele fucile a pompa nei meandri di Brooklyn, tra bische clandestine, torture, incendi, luna park abbandonati, amici d'infanzia e colpi di scena a ripetizione. Finchè non sarà finalmente chiaro quali sono i veri motivi che lo hanno spinto a confessare e a volere compiere il fatidico tradimento della "famiglia"...
Back to Brooklyn è una crime-story con tutti i crismi. Molto sangue, sparatorie, humor nero, un gran numero di morti ammazzati, dialoghi al fulmicotone conditi da una discreta quantità di parolacce. Garth Ennis e Jimmy Palmiotti, gli autori di questo racconto a fumetti, sono due indiscussi maestri del genere. L'intreccio, abbastanza semplice, si regge soprattutto su un ritmo degno di un film di Quentin Tarantino, con poche pause e molta azione. Ad illustrare il tutto, i disegni iperrealisti di un esordiente, Mihalo Vukelic, che - a dir la verità - ha uno stile che può risultare qua e là abbastanza statico rispetto all'evoluzione del plot. Il volume si apre con una divertente introduzione di Palmiotti, che ha passato gran parte della sua vita nel quartiere di Brooklyn, e si chiude con alcuni aneddoti esilaranti della sua adolescenza pestifera nella scuola cattolica "Our Lady Help of Christians". A giudicare dai racconti, Palmiotti non sarà senz'altro ricordato con gioia dai preti e dalle suore che insegnavano in quel periodo, ma ci sembra doveroso ringraziarli, perché è proprio da lì che è nato il suo estro per il fumetto.