Negutegia

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Negutegia

Dal carcere di Gorgona Omar invia una lettera a due amici lontani, Emi e Dede, dando loro un appuntamento a Manarola per il 29 febbraio, “giorno dimenticato del calendario”. La lettera giunge ad Emi, tedesca di genitori turchi, in una fredda e piovosa Berlino, riportando a galla con nitidezza inaspettata ricordi ed eventi passati. Guidata da un impulso inspiegabile, Emi parte in macchina verso l'Italia, lasciando a Berlino il suo compagno e la sua vita. Contemporaneamente anche Dede, francese di famiglia catalana, decide di partire in nave da Barcellona alla volta delle coste liguri. Due viaggi, uno per mare e l'altro per terra, e un'attesa immobile, quella di Omar, che consentono ai tre amici distanti da troppo tempo di ripercorrere a ritroso le loro storie. Come un fiume in piena,  ricordi e sensazioni passate si mescolano con il presente, ricomponendo la genesi del loro primo incontro, in una Turchia devastata dal terremoto...
Negutegia è un romanzo da leggere a strati, come una cipolla, tante sono le chiavi di  lettura e di profondità possibili. È  racconto della nascita e la fine di una - o più - storie d'amore, è la storia di un'amicizia. Ma non solo, è un viaggio, un percorso spazio-temporale che tocca città e luoghi nel cuore della storia dell'Europa moderna: Barcellona, Lione, Berlino, Genova, Roma, Izmit, Instanbul. Terre di confine, a volte teatro di grandi drammi moderni, spesso rifugi di popoli senza patria e senza identità. Emi, Dede e Omar ripercorrono con la memoria, propria o della loro stirpe, eventi come la tragedia del G8 di Genova con la morte di Carlo Giuliani, il terremoto ad Izmit nel 1999, e ancora più indietro, la Guerra civile spagnola con conseguente esilio volontario di molti catalani in Francia: momenti storici bui che hanno lasciato un traccia indelebile nell'anima e nella coscienza popolare. Non è un caso inoltre che Dede e Emi siano rappresentanti della seconda generazione di immigrati, integrati ma non completamente, con l'anima divisa tra due patrie e proprio per questo non appartenente a nessuna. La tecnica narrativa dell'autrice basca Ixiar Rozas è senza dubbio interessante, basata su un discorso interiore ininterrotto e affollato e sulla sovrapposizione di eventi presenti e passati. Una storia a tratti poetica, a tratti piuttosto lenta, che richiede una giusta dose di attenzione perchè si possa afferrare e apprezzare ogni sua sfumatura.