Valentina Mela Verde 1
Oltre alla celebre eroina di Guido Crepax c'è un'altra Valentina che merita di essere annoverata tra le icone indimenticabili del fumetto italiano degli anni 60 e 70: Valentina Mela Verde di Grazia Nidasio. Se infatti la Valentina ideata da Crepax nel 1965 è indubbiamente il personaggio più rappresentativo del fumetto erotico italiano, la Valentina della Nidasio lo è nell'ambito del fumetto per ragazzi, benché nel corso degli anni sia stata penalizzata dal rapido cambiamento del gusto da parte dei lettori più giovani. Nei sette anni di pubblicazione di Valentina Mela Verde, iniziati nell'ottobre 1969 sulle pagine del Corriere dei Piccoli per concludersi sul Corriere dei Ragazzi nel 1976 (in concomitanza con la chiusura della testata), Grazia Nidasio ha raccontato ai più giovani i controversi anni settanta, affrontando sia argomenti prettamente adolescenziali o modaioli che temi più scottanti come la crisi dell'economia, l'ecologia, la contestazione giovanile con acume e sensibilità. Nel primo volume di questa meritoria edizione integrale proposta dall'editore Coniglio sono riunite tutte le storie pubblicate dal 1969 al 1971 sulle pagine del Corrierino. Nell'episodio iniziale vengono subito presentati i familiari di Valentina, tra cui l'amato/odiato fratello maggiore Cesare (appassionato di motori e perciò soprannominato “Miura” come il mitico modello della Lamborghini), la sorellina Stefania (che ripeterà il successo di Valentina grazie al fortunato “spin-off” Stefi, pubblicato sul Corriere dei Piccoli fino alla chiusura nel 1995) e la mitica zia Dina, vero e proprio alter ego della stessa Nidasio. Le prime storie sono caratterizzate da un intento didattico e molto spesso si concludono con una sorta di riquadro in cui viene di volta in volta spiegato alle giovani lettrici, spesso sotto forma di consigli della zia Dina, come valorizzare il proprio aspetto con un vestiario alla moda o un taglio di capelli particolare, oppure su come preparare un dolce o come fare dei costumi con la carta. Col passare del tempo questa consuetudine verrà smussata, anche in considerazione del successo riscosso dal personaggio presso il pubblico maschile, probabilmente anche per merito del “Miura”. Impeccabile l'edizione di questo volume che recupera le tavole direttamente dagli originali dell'autrice, facendo risaltare nel migliore dei modi i colori e l'originalissimo e accattivante stile grafico della Nidasio. Aprono il volume tre interessanti introduzioni: la prima di Tiziano Sclavi (il celebre e schivo autore di Dylan Dog) che proprio grazie alla Nidasio esordì nel campo della scrittura; la seconda, che rievoca gli anni settanta, della stessa Nidasio e la terza di Laura Scarpa, che ripercorre l'intera carriera dell'autrice milanese. Un must per tutti gli amanti degli indimenticabili anni '70 e del fumetto con la “F” maiuscola.
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