Ida Maclaird ama i viaggi e la libertà. Mollata in modo abbastanza traumatico dal suo fidanzato (“Una ragazza come te non dovrebbe perdere tempo con uno come me”), la ragazza decide di prendersi una vacanza nel remoto e roccioso arcipelago di St. Hauda Land, dove aveva soggiornato già l’estate prima. Il soggiorno nelle brumose isole popolate di pescatori e strane creature rappresenta per la sensibile e problematica ragazza un momento di riflessione e (ri)scoperta di sé: Ida, però, nasconde un segreto nei suoi stivaloni neri che trascina sempre più faticosamente per le strade dell’isola. Midas Crook è un ragazzo solitario che coltiva in silenzio la sua passione per la fotografia: ombroso e introverso, viene colpito a prima vista da Ida e in lui scatta un immediato desiderio di protezione nei suoi confronti. I due ragazzi finiscono con l’innamorarsi ma c’è un’ombra che si frappone nella loro storia: Ida sta combattendo contro una inspiegabile minaccia che sta trasformando il suo corpo e Midas vorrebbe trovare una cura. Non c’è tempo da perdere e ogni momento, ogni parola ogni sguardo tra i due assume un peso insostenibile che opprime i cuori di chi sogna una felicità trasparente e lieve come il cristallo...
Lo scrittore inglese Ali Shaw - che per questo suo lavoro ha ricevuto riconoscimenti di critica e pubblico in tutto il mondo - debutta con un romanzo dai toni fantastici e dai “morbidi” cortocircuiti emozionali: una opera prima che, a dire il vero, potrebbe essere benissimo il frutto della acuta sensibilità di una scrittrice donna. In una atmosfera ovattata e fiabesca i protagonisti Ida e Midas si incontrano e si amano seguendo vie tortuose e aspre proprio come i sentieri che attraversano le isole che fanno da sfondo alla vicenda. Ida è una nomade che racchiude in sé mille fragilità: il vetro è una metafora più che calzante per trasmettere quanto un essere umano possa essere inevitabilmente, e per sua stessa “conformazione” esposto agli urti. Circondati da una natura magica e metafisica, tra neri uccelli marini, mucche alate e scintillanti meduse, i due ragazzi scoprono che l’amore è fatto di lacrime, sudore e sangue e per arrivare alla favola non necessariamente si passa attraverso un lieto fine. Un romanzo gradevole, a tratti struggente e accurato anche nella costruzione dei numerosi, e curiosi, personaggi di contorno. Una fiaba dark capace di attirare non solo gli amanti del fantastico - e a quanto pare non si tratta solo di un pubblico giovane - ma in grado di conquistare anche chi crede, forse a ragione, in una eccessiva sovraesposizione del genere. Una curiosità: al libro è legato anche un concorso fotografico. Basta scattare una foto ispirata al romanzo per vincere un corso professionale di fotografica. Se siete appassionati non solo del mondo fantasy ma anche di quello dello “scatto” basta fare un giro sul sito www.laragazzadaipiedidivetro.it per conoscere tutti i dettagli della iniziativa.

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