Signoria
Ursula Bedogni
Ilaria Giannini
voto

Barcellona, 11 novembre 1799. La cantante francese Marie de l’Aube Desflors si è appena esibita davanti alla crème della società cittadina quando rimane colpita dalla bellezza del giovane poeta Andreu Parramon, e si ritira nella sua camera d’albergo con lui per una notte d’amore. Quando Andreu esce dall’albergo sta albeggiando: giusto in tempo per salutare il suo migliore amico Nando Sorts, che sta per partire arruolato nell’esercito e che gli lascia in consegna un pacco importante da recapitare in suo nome. Non sanno che la tragedia si sta addensando sopra di loro: al mattino Marie viene trovata assassinata e la colpa ricade subito su Andreu, squattrinato e senza amici potenti che possano intercedere a suo favore. Capo delle indagini è don Rafael Massò, “Signoria”, cancelliere del tribunale di Barcellona, uomo di pochi scrupoli e molteplici ossessioni. Rimasto senza Nando che potesse testimoniare in suo favore, Andreu si ritrova stretto nelle maglie di una giustizia opportunista e di un gioco più grande di lui: cosa c’è in quel pacco che don Rafael trova perquisendo la casa di Andreu e perché si muove con tanta spietata risoluzione verso la condanna a morte di un innocente? Chi è la misteriosa Elvira che tormenta i sogni di sua Signoria?
In una Barcellona piovosa e funerea, Jaume Cabré dipana un giallo storico a più voci, capace di avvincere proprio per il suo variegato universo di personaggi e vite. Dall’idealista Andreu a Donna Marianna, moglie beghina di don Rafael, fino al giardiniere Ciset, custode e complice di un terribile segreto che solo sulla soglia della morte si decide a rivelare, per svuotarsi la coscienza e compiere un’ultima vendetta verso il suo antico padrone. Centro e motore di tutti rimane don Rafael Massò: innamorato delle stelle e di Donna Gaietana – giovane e avvenente vicina di casa che non lo degna di uno sguardo – è il tipico rappresentante della sua epoca, di quel mondo settecentesco fatto di inganni, ipocrisie e invidie che tanto somiglia al nostro. Il potere di don Rafael si regge su un fragile sistema di alleanze e inimicizie, è insomma un”gigante dai piedi d’argilla”, ma sua Signoria – ubriacato dalla sua apparente onnipotenza – non si rende conto dei segnali di pericolo che gli si parano davanti. E mentre la corrotta e meschina nobiltà barcellonese come una belva assettata attende con la bava alla bocca la caduta di don Rafael, il caso intreccia senza misericordia le fila di diverse esistenze. Non c’è giustizia sotto il cielo lattiginoso di Barcellona,non c’è salvezza per chi la merita né verità così forte da riuscire ad emergere: scordatevi i l lieto fine da classico giallo, i momenti risolutori e le lezioni edificanti. Il cuore degli uomini è arido, così la loro vita: su tutti domina il Caos, che muove galassie, stelle e destini.