La democrazia al cinema
Si può imparare la Costituzione guardando un film? Da una serie di seminari per gli studenti di Diritto Pubblico comparato, nasce questo breve ed agile saggio che analizza in cinque capitoli altrettanti film pronti all’uso: "Amistad" di Steven Spielberg, "A History of Violence" di David Cronenberg, "Tempesta su Washington" di Otto Preminger, "The Queen" di Stephen Frears, "La parola ai giurati" di Sidney Lumet. Ognuno dei film sottolinea una tematica diversa del diritto costituzionale: dalla forza delle istituzioni che contengono le pressioni della politica e degli interessi umani, all’evoluzione del diritto naturale da stato di natura senza alcuna regola all’organizzazione civile; dall’esplorazione dei meccanismi che portano la giuria popolare alla scelta di assoluzione o condanna degli imputati, alla ‘verità’ nella discussione politica, per finire con il dibattito all’interno della più conservatrice delle istituzioni come può essere la monarchia britannica...
In poco meno di cento pagine il consigliere capo ufficio della Camera dei Deputati e docente all’Università La Sapienza di Roma analizza in maniera scorrevole le tematiche istituzionali che stanno dietro a questi cinque film. Dalla fine degli anni Cinquanta ad oggi il cinema può essere considerato - alla luce di quello che ci trasmette l’autore - un veicolo di analisi del sociale, calderone di immagini che seppur filtrate dallo schermo e dalla finzione parlano di noi, soggetti che agiscono nell’universo del politico. Seppure i lungometraggi analizzati siano più o meno dei classici del genere, la lettura di Rizzoni ce li presenta in modo nuovo e sensibile alle istanze del diritto e del patto che i cittadini hanno costruito con la firma della carta costituzionale, oggi più che mai in discussione nel dibattito politico contemporaneo. Un manuale che contiene spunti interessanti adatti, per la presentazione lineare priva di tecnicismi, anche ai non addetti ai lavori. Un punto di partenza per ulteriori e necessari approfondimenti.

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