A riveder le stelle

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A riveder le stelle

I privilegi di essere un politico. Le truffe del pubblico e del privato. L’energia nucleare al posto di quella pulita. La sanità  agonizzante. Il problema dell’immigrazione.L’informazione servile e torbida. Oggi è tutto questo che rende l’Italia piena di lividi, di problemi irrisolti, sempre in affanno dietro ai suoi guai che, come una valanga, si sommano l’uno sull’altro, rischiano di trascinarla a valle con i suoi cittadini. Che sono scontenti, piagati costantemente da ingranaggi burocratici kafkiani, da soprusi inaccettabili o più semplicemente da bollette troppo salate per stipendi sempre più risicati. Gente che spera in un cambiamento e viene puntualmente delusa da tutti, destra e sinistra, che corteggiata e sedotta in prossimità delle tornate elettorali viene puntualmente abbandonata già subito dopo i primi exit poll. Gente che, se la politica non funziona, trova necessariamente nell’antipolitica la risposta che sta cercando. È questo che ha permesso al blog di Beppe Grillo di diventare, dal 2005 ad oggi, un vero e proprio “caso”. E non solo dal punto di vista strettamente comunicativo ma principalmente per la sua valenza di vero e proprio punto di aggregazione sociale. Virtuale prima, reale poi. Perché i follower di Grillo si sono aggregati prima nei Meetup, degli incontri ristretti, poi sono scesi in piazza per il V-day e ora hanno fondato il MoVimento Cinque Stelle. Che non pretende di essere un partito, categoria della quale anzi si augura l’estinzione. Ma vuole appunto dare una scossa a uno status quo putrescente, ricostruire un paese che, proprio come dopo una guerra, necessita di nuova linfa vitale. Ma stavolta - assicurano - la spinta verrà dal basso. Dalle strade, dal web, persino dalla frutta venduta dal contadino sotto casa: da tutti quei canali che non possono essere controllati o contaminati e manipolati dalla corruzione...
Il libro, una riorganizzazione più strutturata delle tematiche principali presenti nel blog di Beppe Grillo, cerca di affiancare al disastroso quadro di cui sopra, soluzioni programmatiche ai nostri mille italici problemi. Come fare a evitare una nuova Chernobyl, come fare a sapere cosa mangiamo, chi ci opera, chi ci rappresenterà in Parlamento? Come fare ad avere una giustizia davvero uguale per tutti? Prospettive utopiche nella realizzazione, ma concrete nelle intenzioni di chi ha deciso che questo paese così non può proprio più andare avanti. Certo, si può obiettare che è il solito refrain di Grillo. Che in fondo lui è solo un comico, uno che non usa un linguaggio appropriato. Che facendo questi discorsi anche lui in realtà tenta di fare politica. Ragionevolissimi dubbi. Il punto è che, lo si apprezzi o meno, questa è una lettura interessante. Perché è indubbio che molte delle situazioni descritte siano drammaticamente obiettive: ad essere discutibili possono semmai essere le soluzioni. E perché le macerie della civiltà tra le quali quotidianamente ci troviamo a camminare, volenti o nolenti, sono bipartisan.