Cucinami

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Cucinami

Una ragazza ricorda che vicino al mare, tra le dune, bastava cercarla con lo sguardo e riconoscerne la pianta, tirare le radici, scorticarle con il coltellino e… il suo primo bacio aveva proprio quel sapore lì, del bastoncino di una liquirizia. E se, dopo i primi baci, a prenderla era l’insonnia, se il cuscino era ormai caduto nella polvere già da un po’, se non rimaneva altro che anticipare la colazione all’alba… il frigorifero a volte può nascondere al suo interno la soluzione. Magari il parfait di mandorle comprato ieri è ancora lì intatto,  e allora cosa c’è di meglio che affondarci cucchiaio e tensioni, e aspettare che si sciolgano insieme nella bocca. Ma la  vita di una donna può anche colorarsi di tinte meno pastello. Il disagio a volte si prende un  po’ troppo spazio e il cielo sembra più irrequieto di quello intravisto ieri. Per questo esistono i tè con le amiche, per ridare il giusto colore alle cose. Verranno tutte, da Margherita, a Bruna, dalla più anziana, alla new entry. C’è chi porterà le ammiscate, e chi preparerà la crostata, con la ricetta della nonna, quella che oltre agli ingredienti e alle dosi ti ha fornito il segreto più importante: “Calma. Non pensare ad altro”, e allora, con calma, scegli il grembiule, allinea la farina, le uova, lo zucchero, il burro. Ingredienti che impastati insieme con le mani danno vita a qualcosa di nuovo e di diverso. I nostri omaggi, signora pastafrolla...
Qualsiasi momento della nostra vita potrebbe essere raccontato attraverso la descrizione del sapore che lo ha contraddistinto. Se solo ci avessimo fatto caso! “Detesto l'uomo che butta giù il cibo affermando di non sapere cosa mangia. Dubito del suo gusto in cose più importanti”, diceva Charles Lamb. Annamaria Tedesco, autrice siciliana di testi teatrali e di racconti, prova a suggerirci qualche spunto per non farci fare brutta figura. E in un impeto di bontà, ci regala anche le ricette (dalla granita di limone, alla gateau di patate al ragù, passando per il cous cous delle suore). Il risultato sono dei piccoli racconti, come piccoli bocconi, della vita di una donna, ognuno contraddistinto dalla presenza di un cibo, dalla lentezza dei gesti che servono a prepararlo, quella lentezza che solo la sapienza regala. Dalla scoperta del piacere sessuale al conforto di un amore maturo e semplice, come la ricetta del pane che lo accompagna, il  filo conduttore di questi brevi racconti, che si ricompongono nella forma di un atipico romanzo di formazione culinaria, è il connubio perfetto e indissolubile fra erotismo e cibo, una coppia di amanti ormai “stabile”, forse a tratti solo un po' monocorde.