The lonely hearts club
Penny Lane Bloom è una teenager, e come tante sue coetanee sogna il principe azzurro da una vita ma in realtà ha qualche problemino con il sesso opposto. Dopo l’ennesima delusione sentimentale (“Ho scoperto a mie spese che le favole e il vero amore non esistono”), Penny con amarezza arriva alla conclusione che è molto meglio trascorrere la vita senza la presenza di un ragazzo... almeno fino alla fine del liceo. La ragazza, risoluta e disincantata, inaspettatamente raccoglie proseliti tra le sue amiche che almeno quanto lei sono stufe di soffrire a causa di difetti e prepotenze del famigerato “sesso forte”. Dal malcontento generale nasce, dunque, The lonely hearts club, il club dei cuori infranti che coinvolge gran parte della popolazione femminile della scuola: tutte quelle ragazze che in fondo pensano di poter sopravvivere anche senza il boyfriend. Le femminucce - in particolar modo le migliori amiche di Penny, Tracy e Diane - allontanatesi dal pianeta maschietti, riassaporano, tra una festa e una serata in libertà, gli aspetti positivi dell’amicizia e della solidarietà femminile Ma fondare un club allontana-fidanzati pur essendo una esperienza esaltante non risolve, purtroppo, i problemi sentimentali di Penny Lane, dato che l’unico oggetto del suo desiderio, e delle sue pene, ha il volto incancellabile del suo primo amore, Nate Taylor...
Un debutto brillante, scandito dal ritmo unico delle canzoni dei Beatles, quello di Elizabeth Eulberg, la scrittrice americana che esordisce con un chick-lit under 18 giocato sul filo dell’ironia e della leggerezza. I ragazzi possono compromettere la complicità tra donne? Sembra proprio di sì a giudicare dalla storia di Penny Lane che, tra i banchi di scuola, rivendica la sua dose di indipendenza dal mondo maschile. Eliminare i flirt per non soffrire: radicale ma sensato soprattutto quando sei una teenager. Una vicenda al femminile, dunque, che coinvolge il mondo teen ma che, in realtà non ha un target preciso: in fondo le “ragazze” da 0 a 100 anni sono affette dalla malattia d’amore e spesso per inseguire romantici sogni ad occhi aperti, ad ogni età, finiscono con il trascurare altrettanto importanti sentimenti come quello dell’amicizia. La Eulberg ha saputo cogliere con sensibilità e acume amori, umori e ordinari disastri sentimentali per dare vita ad una storia in cui diventa facile rispecchiarsi specialmente se si appartiene all’altra metà del cielo. Questo movimentato club dei cuori solitari, formato da orgogliose e emancipate ragazzine, ricorda in qualche modo la setta dei poeti estinti, quella del film "L’attimo fuggente" per intenderci: una enclave virata in rosa guidata dai sentimenti più che dai versi, dalla “resistenza” più che dall’anticonformismo. Unico neo della vicenda - o forse no, in questa società globalizzata – la presenza di un club alle superiori è molto più vicina alla esperienza del sistema scolastico anglosassone che a quella della scuola italiana, dove al massimo si arriva a fare gruppo durante l’ora di ricreazione.

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