Zanoni
Esempio perfetto di racconto gotico, Zanoni è un romanzo d’altri tempi che non perde e non perderà mai il suo fascino misterioso e la sua forza espressiva. La continua lotta tra il Bene e il Male, tra l’Oscurità e la Luce, si alternano alle verità storiche di una Rivoluzione Francese sanguinaria e crudele, spietata nei suoi meccanismi di epurazione ad oltranza. Ogni cosa dentro al romanzo è simbolo della contrapposizione tra il fantastico ed il reale. Dalla una Parigi razionale e cupa, le vicende si sposteranno alle assolate spiagge idilliache delle isole greche e verso Napoli, già conosciuta nell’immaginario dei drammaturghi elisabettiani come un luogo permeato dallo straordinario. E ancora la Scozia brumosa e tenebrosa, che si contrappone ad una Londra materialista e rigida faranno da sfondo a fughe, inseguimenti e congiure. Il carisma di un personaggio chiamato semplicemente Zanoni, ultimo superstite assieme a Mejnour dell’antica e altrettanto misteriosa Fratellanza dei Rosa-Croce, è fortissimo, eternamente ondeggiante tra la forza di un eroe immortale, eppure sofferente delle pene dell’amore, e la fragilità di un uomo sensibile. I due adepti rosacrociani sono come il giorno e la notte, come la luce e l’ombra e come le facce di una stessa medaglia. Se l’uno cerca la vita e la studia e ne compatisce la fragilità soffrendo con essa, rinunciando all’immortalità per salvare un figlio, l’altro studia i meccanismi e le regole della natura, disinteressandosi degli uomini e della loro sorte, disposto a sacrificare anime e corpi di quanti, come il giovane pittore Glyndon, si mostrassero disposti a conoscere i segreti di una vita immortale, destinata però ad un freddo ed insensibile sopravvivere e ad un distacco emotivo. L’alchimia che fa funzionare questa storia cupa e drammatica è data da molti mattoni importanti, costruita su basi solide e reali che si mischiano a figure immaginarie ma dall’anima spessa e parlante. E’ vero che, come dice l’autore, se Zanoni è frutto di un sogno fatto nel 1835, è proprio nel mondo onirico che tutta la conoscenza umana ha un inizio, perché nei sogni essa si muove in un territorio senza confini, libera di attraversare mondi visibili ed invisibili.
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