L'arte di non dire la verità
Il signor Walter è in ufficio quando riceve una mail dal signor Hans Strass, che gli manda il conto spese del suo viaggio di lavoro a Roma. Solo che invece di essere rimasto per tre giorni in un albergo a due stelle, come avevano concordato a causa delle ristrettezze dell'azienda, lui ha pernottato una settimana nell'hotel Parco dei Principi di Villa Borghese. Il signor Walter senza nemmeno pensarci manda una dura mail di rimprovero al signor Hans Strass: ma siamo proprio sicuri che abbia fatto la cosa giusta? Andreas per molto tempo ha avuto una relazione sentimentale con Maria a metà tra amicizia e amore. Da un po' di tempo Maria si è fidanzata ufficialmente con un altro uomo e il rapporto con Andreas si è trasformato definitivamente in amicizia, nonostante lui sia ancora innamorato. Adesso però, mentre stanno passeggiando sul lungo fiume, lei gli rivela che sta attraversando un momento di crisi: come deve agire Andreas per riconquistare Maria? Olaf Herse sta facendo spesa al supermercato quando incontra un suo vecchio conoscente che non vedeva da molto tempo, si salutano e scambiano due parole, ma Olaf non può togliersi la sua espressione dalla testa. Sa perché quel vecchio conoscente l'ha guardato in quel modo: Olaf è ingrassato di dieci chili, ma adesso come può fare per dimagrire senza che gli altri se ne accorgano?
L'arte di non dire la verità, altrimenti detta dissimulazione, non è qualcosa che ha a che fare esclusivamente con la contemporaneità. La capacità di apparire naturali è un arte (nel senso di artificio) che l'uomo accorto usa da secoli. A partire dal XVI secolo si sono succeduti centinaia di volumi scritti con lo scopo di addestrare l'uomo di buona volontà a questa arte raffinata. Il libro di Adam Soboczynski, giornalista di origine polacca attivo sulle pagine del settimanale tedesco “Zeit”, si pone in coda a questa lunga tradizione che ha il suo illustre capostipide nel Cortigiano, il trattato sulle buone maniere scritto sotto forma di dialogo da Baldassare Castiglione nella corte urbinate dei Montefeltro e uscito nel 1528. E tra le doti del perfetto cortigiano Castiglione metteva in primo piano proprio quella della dissimulazione. Oggi, che di imitare la natura ce ne frega di meno, applicare queste antiche pratiche sembra non meno importante. Se principi e cortigiani sono spariti (o meglio sono in via di estinzione, visto che ogni tanto se ne vede ancora qualcuno passeggiare a Palazzo Chigi) capiufficio o belle ragazze sono ancora arzilli e proprio loro, secondo l'autore di questo libro, potrebbero essere tra i possibili bersagli della vostra dissimulazione. D'altra parte ecco cosa scrive Soboczynski: “L'uomo flessibile della nostra epoca non fa mai ciò che dà a intendere, è simile a un camaleonte che assume il colore della pietra su cui si trova. L'uomo odierno, si dice, ha sempre i riflessi pronti, è indipendente dai luoghi e adattabile. Concetti precisi, certamente. Sono concetti della vita di corte. Dell'epoca in cui ogni cortigiano era avversario dell'altro, curava con slancio la propria carriera o trescava in un amorazzo”. Basta scorgere l'indice i titoli dei paragrafi per farsi un'idea delle occasioni buone per fare pratica e assaporare i vantaggi di quest'arte anche ai giorni nostri: “Civettare con la propria complessità”, “sedurre”, “sapersi vestire”, “manifestare sdegno morale”, “apparire autentici”. L'autore de L'arte di non dire la verità ci istruisce, utilizzando un linguaggio chiaro e diretto, attraverso il racconto di piccole storie esemplari, situazioni, aneddoti ed episodi reali. Se non siete d'accordo (influenzati dalle molto post-romantiche moccianate alla “6 quello ke 6” o alla “meglio essere odiati per quello ke 6, ke essere amati per quello ke non 6) siete liberi di mostrarvi sdegnati. Ma attenzione a farlo con arte, qualcuno potrebbe pensare che stiate dissimulando.

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