Casanova - Luxuria
Come dice Andrea Voglino nella prefazione all'edizione italiana di questo primo volume di Casanova, acclamata serie pubblicata originariamente dalla Image, questo fumetto «non contiene neppure un'idea originale». Del resto per un fumetto, in un'epoca di “post post modernismo” come quella che stiamo vivendo, non contenere idee originali non sarebbe necessariamente un difetto visto che - come sottolinea anche Voglino - in campo cinematografico Quentin Tarantino ha fatto del “copiaincolla” una vera e propria arte. Tuttavia sembra che Matt Friction e Gabriel Bá in questa occasione abbiano davvero esagerato, dando alla luce (per prendere ancora a prestito un termine usato da Voglino - giuro, è l'ultima volta!) un vero e proprio «guazzabuglio» che mescola spy-story vintage à la James Bond, cultura pop (il protagonista ha le fattezze di Mick Jagger e un altro personaggio ricorda Andy Warhol), fantascienza e un po' di sesso, il tutto condito con una narrazione non lineare che cita apertamente - attraverso l'acronimo W.A.S.T.E. - il Thomas Pynchon più geniale e delirante de L'incanto del lotto 49. Ma se l'intento dei due era quello di stupire il lettore mescolando letteratura “alta” con quella “bassa”, il sesso e la “carnazza” porno-pulp con gli universi temporali alternativi ripresi dalla sci-fi più adulta, fotografando il tutto sotto un'ottica pop, l'esperimento non può certo definirsi riuscito. Se lo stile e l'umorismo di Pynchon riescono infatti a far digerire al lettore anche decine di sottotrame parallele, il lavoro di Fraction non va al di là di un pedissequo affastellamento di storie che, oltre a confondere parecchio le idee al lettore, disinnescano il naturale potenziale umoristico della serie, trasformando quello che poteva essere uno scanzonato divertissement in un mattone indigeribile. E se poi a tutto ciò aggiungiamo la scelta suicida degli autori di far pubblicare questa serie - per motivi economici - in un tristissimo bianco-nero-verde anziché a colori (compromettendone irrimediabilmente anche il lato più pop) e che i riferimenti al sesso si limitano a qualche battuta senza nessuna scena realmente esplicita, quale interesse può suscitare nel lettore più smaliziato un'operazione del genere? L'ambizioso progetto di Fraction prevede di completare la storia di Casanova Quinn con altri sei volumi dedicati ciascuno ad un singolo peccato capitale. A questo punto non resta che augurarci, considerando la bravura dimostrata in più occasioni dai due autori, di poter assistere a qualche colpo di genio che riesca a risollevare la serie nelle puntate successive: scendere più in basso di questo primo volume del resto sembra davvero difficile.
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