Fumetti di evasione
Tre personaggi in tre capitoli densi per raccontarci Andrea Pazienza, prevalentemente attraverso i suoi fumetti, ma anche per scandire importanti momenti, tra ombre e luci, della storia della nostra Repubblica. La ricostruzione priva di fronzoli ma ricca di dettagli dell'ossatura dell'opera di Paz ci offre una fotografia nitida della “sguarnita umanità di un artista incapace di crescere, fottuto bene dal proprio fanciullino”. Un artista in grado di comunicare la sua densa esperienza, storica e umana, attraverso un mix di dettagli e profonda trascuratezza: “quando disegno delle storielle dove non è importante che i personaggi differiscano fisicamente l'uno dall'altro se non per qualche particolare che li distingua, perché il senso della storia e quello che mi interessa raccontare è altro, allora disegno questi nasoni, questi nasi a pera che sono un modo per avvertire la gente che quella che sta per leggere è una storia soft, quando invece iniziano ad apparire dei nasi a becco allora è diverso”, ci avverte lo stesso Pazienza. Poco più di un decennio di attività artistica, dal '77 al '88, gli è sufficiente per farci comprendere l'annebbiata transizione dalla pioggia di piombo al trionfo di un gradevolissimo effimero, dallo sconfinato senso del collettivo al più bieco individualismo; a condire il tutto l'eroina. Andrea Pazienza è quel tipo di artista per cui l’esperienza è il miglior mezzo di indagine del mondo: l'autore Oscar Glioti lo ha capito e ce lo ha raccontato in questo bel libro parlandoci di Penthotal, Zanardi, Pompeo, ma anche di tutta una serie di comparse - da Francesco Stella al Pertini fino al cane Astarte - che hanno popolato le riviste di settore quel periodo - Cannibali de Il Male, Frigidaire e Alter Alter - regalandoci molti retroscena del rapporto tra Andrea e queste riviste. Una storia amara che si legge comodi e attenti, come guardando un film, dalla colonna sonora definitivamente punk, a tratti rock (se non altro per tutte le pallottole in giro per l'aria in quegli anni), che apre alla narrazione attraverso le 'chiacchiere' di sottofondo della storica esperienza di Radio Alice, in quei momenti, in quella Bologna. Come per un film non si può resistere ad una lettura continuativa, curiosa, vorace ma anche attenta e assaporante per non perdere la ricchezza della numerose note letterarie e storiche che accompagnano questa doverosa - e a tratti commovente - lettura.
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