Centro di Igiene Mentale

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Centro di Igiene Mentale

Simone Cristicchi, un giovane volontario con la passione per la musica, presta il servizio civile presso un C.I.M. (Centro di Igiene Mentale) della Capitale e durante i giorni trascorsi nella struttura pubblica assiste alla interminabile sfilata del variegato e colorato popolo dei 'matti'. Una cascata di piccole storie tutte uguali ed allo stesso tempo profondamente diverse di chi usufruisce della assistenza sanitaria a causa di una patologia psichiatrica: Giovanni blu, Pendolino, Stefano e Annarella, il professore, nomi di gente qualunque segnata dalla follia. Profondamente toccato dall’esperienza romana e dai suoi ricordi di bambino curioso nei confronti del disagio mentale, Simone decide di affrontare un salto nel passato e partire alla “scoperta” delle vecchie strutture dove un tempo erano rinchiusi i matti. Comincia così un viaggio negli ex manicomi italiani: l’Ospedale San Giovanni di Dio a Genzano (che oggi ospita un laboratorio che permette ai matti di esprimersi attraverso l’Arte); il manicomio di San Salvi a Firenze (dove la vecchia Suor Cecilia ed alcuni malati si aggirano ancora tra le vecchie strutture e i giardini); il manicomio di San Niccolò a Siena (una vera e propria cittadina dove, tra gli altri, Simone incontra un altro cantautore, Francesco Bianconi dei Baustelle, che ha scritto un brano in ricordo di un matto del suo paese); il manicomio di Pistoia (una ex Villa nobiliare che alle pareti ospita i graffiti e le poesie dei suoi antichi ospiti); il manicomio di San Girolamo a Volterra(all’interno del quale un piccolo museo ospita i vecchi strumenti di contenzione); il manicomio di Genova (dove uno psichiatra fa da guida tra i padiglioni ancora saturi del dolore muto dei suoi ospiti). Nell’ampia appendice, infine, si trovano le sconcertanti lettere - scritte in diverse epoche a partire dal 1900 e mai spedite - dei ricoverati del manicomio San Girolamo di Volterra. Completano il volume un fumetto dal titolo Cara Margherita, un brevissima storia della psichiatria e dei suoi metodi di cura, e una ricca galleria fotografica...
Simone Cristicchi, professione cantautore, ha prestato davvero il suo servizio civile come volontario in un Centro di Igiene Mentale di Roma e in questo suo volume d’esordio descrive il percorso che lo ha portato ad interessarsi - fin dall’infanzia quando parlava con i matti del quartiere - alla delicata realtà della malattia mentale. Si tratta di un opera ibrida – un saggio, una testimonianza, una autobiografia, un epistolario, un diario - nella quale, si capisce perfettamente fin dalla intensa introduzione (“Io sono matto (...) sono una meravigliosa imperfezione come uno stupendo sbaglio di Dio”), Simone ha investito parecchio in sentimenti ed energie e dalla quale emerge, anche, quell’ansia di raccontare il più possibile, di dare una voce a chi una possibilità di comunicare non l’ha mai avuta. Un tema quello della follia che ispira subito inquietudine e curiosità nei sani: un atteggiamento ambivalente che mescola empatia, desiderio di saperne di più ad una buona dose di morbosità. Fare chiarezza e informare sul mondo dei matti dovrebbe essere un dovere civile, come del resto dovrebbe esserlo parlare di aborto o di morti bianche, di prostituzione o di immigrati: certo il rischio è spingere sul tasto del pietismo o, peggio, della sublimazione della follia che poi, Basaglia docet, dovrebbe essere trattata alla stregua di una malattia come le altre. Cristicchi sceglie di raccontare una sua esperienza personale e, con stile sciolto e diretto, accompagna il lettore attraverso tutte le gradazioni dell’emotività passando dal matto che si crede Stalin e forse ha capito tutto di come funziona il mondo, fino al paziente del CIM impazzito durante una notte in un cimitero a causa di un tragico scherzo degli amici. “La bellezza è per me anche nella follia”, e questa per Simone è una ragione sufficiente per intraprendere questo suo viaggio nella follia. “Ti regalerò una rosa...” cantava svagato, in piedi su una sedia, il buon Cristicchi durante il Festival di Sanremo del 2007 e, potenza del televoto, vinse portando a casa il Premio del pubblico, della Critica e della Sala stampa. Con la fortunata canzone sanremese sono arrivati per Simone questo libro Centro di Igiene Mentale, un recital teatrale e un dvd dal titolo "Dall’altra parte del cancello". “Meno male che c’è Carla Bruni” intona oggi Simone... sperando che il cantautore romano non abbia la “balzana” idea di ripetere l’operazione sonoro-video-teatral-letteraria con la già sovraesposta Première Dame!