E il mio cuore trasparente
Una storia che prende avvio mentre già scorrono i titoli di coda, in attesa solo della parola "fine": E il mio cuore trasparente riavvolge così il nastro del rapporto tra Lancelot e Irina, facendo cadere i semi del dubbio nelle crepe aperte tra le sicurezze. Véronique Ovaldé, autrice di romanzi tradotti in tutto il mondo, crea una crudele, secca messa in scena del più fondamentale e sconosciuto dei sentimenti: l'amore. Quello qui descritto è vissuto da personaggi che della propria estraneità alla realtà hanno fatto una forza, resi affascinanti da solitarie ossessioni, i cui rapporti e gesti paiono essere imprigionati sotto strati di neve croccante: un amore fatto e detto dentro una bolla di ambiguità, dove i dialoghi si assottigliano fino all'essenziale, le passioni covano segrete, e il volto dell'amato ha una sconosciuta zona d'ombra. In questo romanzo la Ovaldé condensa un magnifico, sottile ed intelligente talento da storyteller per imbastire un romanzo sull'impossibile, inutile convinzione di conoscere "l'altro", in un gioco di rimandi e allusioni dove i sentimenti, perdendo la patina di univocità, si rivelano scatole vuote, da riempire a piacimento. Qui non si scivola e non si incespica nonostante un terreno ghiacciato dalla scomparsa di qualsivoglia certezza, dove ciò che si credeva non è, e ciò che non si sospettava controlla e domina i nostri giorni da sempre.
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