

Piera ha due certezze nella vita: odia il suo nome – ereditato da una zia morta prima che lei nascesse – e odia sua sorella maggiore Giulia, bellissima, corteggiata da tutti nonché bulimica. Piera ha ormai accettato da tempo il suo problema di sovrappeso e grazie a una buona dose di ironia ha imparato a convivere con le cattiverie della gente, l’indifferenza dell’altro sesso e la difficoltà di scegliere un vestito che non la faccia sembrare una cinquantenne. Esce con un giro di amiche quasi tutte un po’ schizzate ma che le vogliono bene, e cerca di non perdere la speranza di trovare anche lei un fidanzato. Quello che non riesce proprio a digerire invece è l’atteggiamento di Giulia, che mangia tutto quello che riesce a trovare in frigorifero e poi lo vomita, che tratta la sua famiglia come schiavi al suo servizio, che si serve della sua straordinaria bellezza per sfruttare gli uomini, ovviamente sempre ricchi e con un bel macchinone da sfoggiare. I litigi tra le sorelle sfociano in guerra aperta quando Piera si innamora del chitarrista di una band sconosciuta, Renato, e inizia a uscire con lui. Giulia non potrà fare a meno di rubarglielo, anche se in realtà non gli interessa affatto, scatenando così i pensieri omicidi di Piera. Mentre i piani su come uccidere sua sorella e diventano sempre più dettagliati, entra in scena il fantasma della zia Piera, pronta a elargire consigli alla nipote prediletta su come liberarsi una volte per tutte di Giulia. Perché a quanto pare l'Aldilà è un sistema complesso di livelli da superare e un decesso in famiglia potrebbe aiutare la zia a salire di grado e ad arrivare alle tanto agognate terme…
Con una penna leggera e divertente, Samantha Momentè – al suo esordio letterario – sceglie di affrontare una tematica come quella della bulimia da un punto di vista inedito: lo sguardo spietato di Piera racconta la discesa nella malattia di sua sorella senza pietismi. Se il romanzo sembra peccare di scarso approfondimento e inconsistenza, si riscatta in partenza grazie proprio al suo registro inedito, quello di una lotta aperta tra due sorelle che in fondo sono entrambe vittime di una malattia: la bulimia nell’una, la gelosia morbosa nell’altra Completa la visione caustica la trovata narrativa che apre ogni capitolo: la descrizione dell’avvelenamento da diverse sostanze, dall’arsenico al rame. Sarcastiche anche le descrizioni dei sogni di Piera, nei quali la ragazza diventa magica e finalmente riesce ad affrontare sua sorella, lanciandole contro terribili maledizioni. Peccato per lo stile poco curato, che dal colloquiale spesso scivola in trascuratezza, e per le eccessive ripetizioni nella prima parte del romanzo, che sembra non arrivare da nessuna parte. Poi la storia si sblocca, e si salva con un finale inaspettato e gustoso.