In difesa dei padri

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In difesa dei padri
Il ruolo dei padri nella società moderna sta cambiando. La figura autoritaria, severa e distante del pater familias si sta estinguendo, per fare posto ad una nuova generazione di padri attivi e partecipi sin dalla nascita del/della proprio/a erede. Ma questo non è un processo facile e soprattutto viene osteggiato da molte categorie sociali, ridicolizzando i padri troppo materni che si allontanano dalla figura solida e inamovibile del Padre con la maiuscola. I motivi, secondo la psicanalista francese Simone Korff-Sausse, sono complessi e molteplici. Di fondo c’è una percezione di una possibile perdita di potere da parte di un padre troppo femmineo, col rischio di rendere la figura materna ancora più forte, divoratrice e legata in modo ossessivo al proprio figlio, creando un dualismo pericoloso ed inscindibile. Inoltre, a questa figura nuova di un padre più tenero e coccolone si associa facilmente una perdita di virilità, che sminuirebbe il carisma del tipico maschio dominatore. Ma i cambiamenti degli equilibri all’interno della triade madre-padre-figlio sono inevitabili, data l’emancipazione femminile sempre maggiore. La donna, negli ultimi quarant’anni, ha conquistato posizioni e ruoli tipicamente maschili. Dunque, sembra che l’uomo cerchi a sua volta di conquistare baluardi puramente femminili, entrando in punta di piedi nella gestione del pupo sin dalle prime fasi del concepimento, seguendo la compagna nelle ecografie, partecipando al parto, immettendosi nella spirale terribile del bimbo che mangia, bimbo che piange, bimbo che riempie tonnellate di pannolini con escrementi indicibili, bimbo che nuovamente piange, bimbo che dorme, e via che si ricomincia. L’epoca del "Mater certissima, Pater semper incertus" volge al termine, perché le nuove tecniche mediche permettono di identificare il padre biologico, eppure nel contempo sembra che la società tenda sempre più a svincolare il legame fisico dal concetto di genitore. Ora, in mezzo a questo mare di leggi e definizioni, mutazioni culturali e complessi edipici, i padri dove e come si collocano?
Un uomo che diventa padre è anche un figlio che diventa padre. La nascita del bambino riattiva il rapporto con il proprio padre. E’ questo è abbastanza sicuro. Il paragone con il proprio genitore, il ricordo che abbiamo di lui, di come interagiva con noi scatta immediato alla nascita del nostro pargolo. E’ un automatismo che aspettava di essere attivato al momento opportuno. Solo che il lato paterno della famiglia, del triangolo perfetto (che triangolo sempre rimane, anche in presenza di più figli, dato che ogni figlio avrà un rapporto diverso con i propri genitori) viene sempre lasciato da parte, analizzando, sviscerando e scandagliando le dinamiche che compongono il più complesso e complicato dualismo tra madre e figlio. La simbiosi che si crea tra le due creature è innegabile, poiché anche la madre, alla vista del proprio figlio, regredisce ad uno stato infantile, ritrovando il proprio io abbandonato con l’adolescenza. E il padre, come un attaccapanni, è sempre stato lì, in disparte, tipicamente impegnato a fumare nei corridoi dell’ospedale e poi pronto a bacchettare il figlio al momento del bisogno. Ma ecco che l’emancipazione della donna porta uno sbilanciamento e i pesi all’interno del nucleo famigliare si distribuiscono in modo diverso. Il papà moderno agisce attivamente nell’educazione e nella crescita del bambino, trasformandosi in papà con la gonna, dato che i pantaloni ormai in famiglia li porta qualcun altro (e qui il buon vecchio Freud ci andrebbe a nozze). Però la società, sebbene da un lato esalti e decanti la parità dei sessi e sproni la donna a spalancare porte un tempo inaccessibili, alla vista di certi padri coccoloni, giocherelloni, preoccupati per una febbre un po’ troppo alta si trova spiazzata, preferendo deridere l’uomo piuttosto che incoraggiarlo. A quanto pare, però, la mutazione sociale è cominciata ed è inarrestabile. Il nuovo modello di padre è già una realtà e soprattutto non si tratta di un’evoluzione, ma piuttosto si deve parlare di rivoluzione, una rivoluzione le cui conseguenze sono ancora tutte da scoprire.