Il dottor Isidoro Bemporad, uomo di mezza età dal passato misterioso, arriva nella città-stato di Esperantia, situata in un universo parallelo e per alcuni anni teatro di una violenta guerra civile dalla quale ancora stenta a risollevarsi. La lingua parlata dalla popolazione è l’esperanto, ovvero un idioma inventato proprio per facilitare la comprensione tra la gente. Tuttavia il vero pilastro su cui poggia la ritrovata concordia sociale della città non è la lingua ufficiale bensì il gioco d'azzardo, imposto dal biscazziere Shalimar Koglia per porre fine alla sanguinosa guerra civile: costui fece realizzare numerose case da gioco per sublimare attraverso il gioco l'aggressività degli abitanti. Proprio per questo motivo il dottor Bemporad ritiene Esperantia una sorta di paradiso terrestre: il suo intento è infatti quello di trovare un imprenditore locale disposto a produrre un gioco di strategia da lui ideato, intitolato “La Seconda Guerra Mondiale”. Il gioco, nonostante che la guerra sia ormai un tabù per la popolazione di Esperantia, in breve tempo ottiene un grande successo facendo la fortuna di Bemporad. Ma in una città in cui il gioco d'azzardo è divenuto una sorta di religione (il Presidente stesso, Luminoso Celestissimo, definisce le proprie strategie politiche attraverso un oracolo di divinazione) e dove l'esercito è ormai disabituato a impugnare le armi, c'è chi trama nell'ombra per attuare un colpo di stato militare e imporre un regime fondato sul terrore e la paura...
Opera complessa e difficile da riassumere Esperanto di Otto Gabos (pseudonimo del fumettista italiano Mario Rivelli), sia per la complessità della trama che per la molteplicità delle ispirazioni da cui l'autore ha tratto spunto: giochi di ruolo (peraltro detestati da Gabos), nazismo, shoah e mistica ebraica, fantascienza distopica e chi più ne ha più ne metta. Non meraviglia quindi che, proprio per la sua complessità, un lavoro come Esperanto abbia esordito nel 2008 sul mercato francese grazie alla lungimiranza dell'editore Casterman. L'anno seguente il graphic novel approda finalmente in Italia grazie alla Black Velvet, editrice che ha già in catalogo diversi lavori di Gabos. L'autore ambienta la sua storia nella “realtà parallela” di Esperantia, città che si presenta - per stessa ammissione di Gabos - come un incrocio fra la New York e la Istanbul degli anni '50, rimandando al contempo, soprattutto nelle azioni che si svolgono nei sotterranei, alle ambientazioni fantastiche e decadenti di due pellicole di Terry Gilliam come “Brazil” e “L'esercito delle 12 scimmie”. Un lavoro indubbiamente affascinante quindi, che potrà mietere consensi tra gli amanti delle atmosfere distopiche di matrice orwelliana così come tra gli appassionati delle atmosfere noir anni '40. L'unico dubbio è legato proprio alla complessità della trama e alla presenza di numerose sottotrame che in alcuni frangenti possono far smarrire il lettore. Gabos sul suo blog (http://radioherzberg.blogspot.com) ha accennato alla necessità di condensare tutto il materiale accumulato nel numero di pagine imposto dall'editore francese, limite che ha inevitabilmente ridotto l'approfondimento di alcune parti della narrazione. Per questo motivo in futuro sarebbe auspicabile poter avere tra le mani una sorta di “long version” o una “director's cut” di Esperanto, o addirittura vederlo trasformato in una miniserie articolata su più albi: un'operazione del genere sarebbe davvero un bel segno di maturità e vitalità per l'editoria fumettistica italiana.

Alessandro Gassman vi consiglia: 

