L'Italia che resiste

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L'Italia che resiste
Qual è il legame fra Nanni Moretti a Gherardo Colombo? Apparentemente nessuno. E con quale criterio è possibile accomunare Gaetano Scirea e Pier Paolo Pasolini, due vite e due esperienze così lontane fra di loro? Per quanto difficile, una risposta la si può trovare, ed è racchiusa in una sola parola: resistenza. Esiste infatti un sottile filo rosso che negli ultimi decenni ha percorso tutta la penisola, intrecciando esistenze e percorsi di intellettuali, sportivi, politici, magistrati e artisti controcorrente. In un'Italia sempre più volgare e corrotta, nella quale il senso della giustizia e del rispetto delle regole non sembra essere di certo al primo posto nella scala dei valori nazionali, alcuni cittadini hanno dimostrato con il loro operato che è possibile resistere. I loro nomi sono ora noti e alla ribalta delle cronache come Marco Travaglio, Gian Carlo Caselli o Beppino Englaro, ma spesso, invece, sono persone che conducono le loro battaglie nell'ombra, alla ricerca semplicemente del rispetto della verità e della giustizia. È questo il caso di Luca Tescaroli, giovane magistrato negli anni novanta, a cui fu affidata l'indagine sulla strage di Capaci e che, nonostante le minacce di Cosa Nostra e le difficoltà ad operare su un terreno in cui la classe politica spesso si era volutamente invischiata, riuscì a rischiarare le diverse zone d'ombra nelle indagini. Anche Daria Bonfietti - altro nome raramente ricordato o conosciuto al grande pubblico - è riuscita con caparbietà, attraverso il lavoro insistente e coraggioso dell'associazione familiari delle vittime di Ustica, a spezzare il muro di gomma che aveva avvolto il famigerato abbattimento del DC-9 dell'Itavia nel 1980 con decine di morti innocenti a bordo. Soltanto uno dei tanti pseudo misteri italiani che in realtà non sono altro che terribili tentativi di insabbiamento della verità per mano di politici e militari senza scrupoli e senza il minimo rispetto per la dignità umana...
Ed è questo forse uno dei  temi portanti de L'Italia che resiste - Storie e ritratti di cittadini controcorrente: il recupero della dignità. Argomento difficile, che riesce ad emergere con forza proprio grazie alla narrazione di molteplici esperienze di vita, vissute in contesti e situazioni molto diverse tra loro. Il breve volume scritto dal giovane Francesco Moroni, sebbene a tratti si lasci andare un po’ troppo all’agiografia dei personaggi, ha il pregio di ricordarci diverse cose. Prima fra tutte, che nel nostro Paese la normalità dell'impegno civile è troppo spesso ormai considerata un'eccezione. Infatti, nonostante le storie presenti in quest'opera ci descrivano effettivamente una abnegazione, una tenacia e un coraggio fuori dal comune da parte di alcuni singoli cittadini, è sempre triste constatare come un magistrato o un'artista che perseguano degli ideali contenuti nella Costituzione e dei valori in cui tutti dovremmo naturalmente riconoscerci, sia da considerare un eroe. Ma tant'è, questi sono i nostri tempi e questo è il nostro Paese, e Francesco Moroni ha fatto più che bene a rammentarcelo.