Florida è un luogo lontano, caldo, luminoso. Florida è un luogo dell’anima dove si possono mettere via i tormenti e vivere sereni. Florida è quasi come l’orizzonte: più tu ti avvicini più si allontana dalla tua portata, più devi camminare, portare con te coraggiosamente il tuo fardello di sofferenze. La Florida è lontanissima dai lunghi e desolati inverni del Midwest. Florida è la panacea. Alice Fivey è una bimba di cinque anni. Non ha mai conosciuto suo padre – e se lo ha fatto di lui non restano che ricordi incerti, annebbiati e sfuocati – e sua madre, Alice anche lei, è andata via, lontano, a curarsi in un sanatorio. La piccola vive con gli zii, in una casa-museo che non l’accoglie, ma che la respinge. Sogna di tornare con sua madre, sogna un luogo caldo e protetto. Sarà poi, adolescente, sua nonna a prendersi cura di lei. Una donna anziana, fragile e ormai sulla strada tutta in discesa del declino. La piccola Alice le è affezionata, le si siede accanto, le legge racconti, stralci di romanzi, le parla. Sono proprio i libri a salvare Alice. È la lettura che è capace di portarla in luoghi, spazi e tempi diversi dalla sua quotidianità. È l’amicizia con il professor Early che insegnerà ad Alice ad amare i momenti di silenzio e solitudine che solo la lettura sa consentirci. Il professore e Arthur, l’autista di famiglia, diventano i due unici punti di riferimento in un’esistenza che si sfalda, nei legami che via via si dissolvono come neve al sole, complice il passaggio del tempo. Ogni uomo della vita di Alice, ormai divenuta adulta e trasferitasi a New York, sarà un Walter: una delusione, un tradimento, una perdizione. Alice pare ripercorrere la stessa strada di sua madre, nonostante tutto...
Christine Schutt ha scritto un libro possente, incisivo, profondo. Lo stile è ridotto all’essenziale ed ogni parola, ogni singola frase è un’epifania, una rivelazione. L’autrice riesce a scarnificare ogni sentimento con una prosa senza aggettivi ma che colpisce come una lama. Bisogna affrontare questa lettura sapendo di mettere in gioco tutte le proprie emozioni. Florida racchiude il dolore di essere orfani, di affrontare la vita da soli, privi di legami significativi che ci proteggono. Ma è anche un libro sull’amore viscerale per i libri, per la lettura, unico luogo-non luogo, in cui rifugiarsi mentre il tormento si fa insopportabile, balsamo per alleviare le sofferenze della vita, rifugio caldo e sicuro al riparo dalle intemperie dell’esistenza. Il racconto si snoda durante vent’anni: eppure il tempo è rarefatto, immobile, quasi che l’autrice riesca a portarci lontano dal fluire degli eventi. Florida è il primo romanzo di Christine Schutt ed è stato finalista nel 2004 al National Book Award.
Christine Schutt ha scritto un libro possente, incisivo, profondo. Lo stile è ridotto all’essenziale ed ogni parola, ogni singola frase è un’epifania, una rivelazione. L’autrice riesce a scarnificare ogni sentimento con una prosa senza aggettivi ma che colpisce come una lama. Bisogna affrontare questa lettura sapendo di mettere in gioco tutte le proprie emozioni. Florida racchiude il dolore di essere orfani, di affrontare la vita da soli, privi di legami significativi che ci proteggono. Ma è anche un libro sull’amore viscerale per i libri, per la lettura, unico luogo-non luogo, in cui rifugiarsi mentre il tormento si fa insopportabile, balsamo per alleviare le sofferenze della vita, rifugio caldo e sicuro al riparo dalle intemperie dell’esistenza. Il racconto si snoda durante vent’anni: eppure il tempo è rarefatto, immobile, quasi che l’autrice riesca a portarci lontano dal fluire degli eventi. Florida è il primo romanzo di Christine Schutt ed è stato finalista nel 2004 al National Book Award.

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