Caravaggio White album

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Caravaggio White album
Un concerto per viola da gamba (un antico strumento del seicento non più in uso) nella chiesa di Santo Stefano in Brolo - la stessa chiesa dove si trova l'archivio storico della diocesi di Milano - ci fa da sottofondo mentre scopriamo che proprio qui fu fortuitamente rintracciato il certificato di nascita di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Il documento ci ha finalmente chiarito uno dei punti ciechi nella ricostruzione della biografia del grande maestro, datando quindi la sua nascita al 30 settembre 1571. Molto si è detto di lui, (da sempre fa parlare di sé per le sue meravigliose e a volte inquietanti opere e per la sua vita sregolata) ma altrettante sono le notizie che mancano. Vero è che giunge nella città intorno ai vent'anni grazie ad importanti committenze e suscita l'interesse di Federico Borromeo ma si ha un'assenza di notizie in merito agli anni precedenti il suo arrivo a Roma. Sappiamo che il padre non rivestiva alcun ruolo di spicco nella società (forse era un muratore) e che, alla morte di questi, la madre lo avviò all'apprendistato pittorico collocandolo presso il Peterzano, pittore bergamasco allievo di Tiziano. L'accordo prevedeva che il ragazzo dovesse abitare per ben quattro anni in casa del pittore, e così fu. Non sappiamo nulla della vita del Merisi a conclusione dell'apprendistato tanto da convincere molti a pensare a problemi con la giustizia. Passo dopo passo, l'autore ci regala una nuova lettura della vita del Merisi e con questo saggio romanzato cerca informazioni precise e critiche ponendo l'attenzione sulle inesattezze della vita dell'artista diffuse dalla storia, senza peraltro poter aggiungere nuove ipotesi a quelle già esistenti. Il recupero di verità comincia dal luogo di nascita (a Milano e non a Caravaggio nel bergamasco) e dai primi anni di formazione, come detto. Poi si ricostruisce il panorama artistico a cavallo del 1600, l'ambiente in cui si mosse Caravaggio tra Inquisizione e Papato, famiglie rivali e conflitti tra artisti. Con precisi riferimenti storici e geografici l'autore ritorna sui passi del Caravaggio poco tempo prima della morte, sottolineando le contraddizioni nelle ricostruzioni della fine del pittore...
Il Seicento è l'epoca delle vite maledette e delle biografie improbabili e Caravaggio non fa eccezione, tanto che viene da pensare che la sua fama si basi anche su alcuni aneddoti abbastanza controversi e sulla reputazione sulfurea oltre che sul suo immenso talento. Partendo dalla fiction televisiva trasmessa un paio d'anni fa dalla Rai e dedicata al grande pittore il giornalista Andrea Dusio - nel quarto centenario della morte del Merisi - prova a fare chiarezza su elementi raccontati nello sceneggiato e ricostruendo la vicenda umana dell'artista cerca di leggere le vicende storiche che ne hanno costituito il contesto e le dinamiche del mondo dell'arte in cui si muoveva Caravaggio, svelandone retroscena e aspetti poco conosciuti. Nella Roma di quegli anni la Controriforma  aveva portato la Chiesa ad effettuare un rigido controllo delle immagini religiose (dovevano essere prive di qualsiasi ambiguità, prive di elementi seduttivi e dovevano raccontare i fondamenti della religione cattolica). Il pittore era perciò colui attraverso il quale si consolidava il prestigio della Chiesa e dei potenti, era uno strumento di consenso attorno ai valori del Cattolicesimo. Partendo dai fatti e non dalle interpretazioni il Dusio, giovane ma esperto critico d'arte, utilizza spunti musicali per descriverci un artista il cui stile estetico può essere paragonato ad un'opera rock, forma espressiva fuori dagli schemi. L'obiettivo sembra quello di riconsegnare la figura dell'uomo Caravaggio alla storia; non più genio e sregolatezza ma uomo. Si evidenzia una conoscenza veramente approfondita delle ombre del Merisi, le ombre delle sue opere come quelle della sua vita. E allora ci chiariamo il perché di quel "White" messo nel titolo (che sembrava una mera citazione beatlesiana) proprio per fare da contrasto a queste ombre, per fare luce. Come lo stesso Dusio spiega in un'intervista: “Iniziando a lavorare su Caravaggio la prima percezione è che esistesse una sorta di pregiudizio determinato dal fatto che la biografia avesse un po' schiacciato l'opera”.  Una lettura appassionata e coinvolgente per chi ama l'arte ma anche per chi vuole avvicinarsi ad essa per la prima volta con spirito critico.