Caravaggio White album
Il Seicento è l'epoca delle vite maledette e delle biografie improbabili e Caravaggio non fa eccezione, tanto che viene da pensare che la sua fama si basi anche su alcuni aneddoti abbastanza controversi e sulla reputazione sulfurea oltre che sul suo immenso talento. Partendo dalla fiction televisiva trasmessa un paio d'anni fa dalla Rai e dedicata al grande pittore il giornalista Andrea Dusio - nel quarto centenario della morte del Merisi - prova a fare chiarezza su elementi raccontati nello sceneggiato e ricostruendo la vicenda umana dell'artista cerca di leggere le vicende storiche che ne hanno costituito il contesto e le dinamiche del mondo dell'arte in cui si muoveva Caravaggio, svelandone retroscena e aspetti poco conosciuti. Nella Roma di quegli anni la Controriforma aveva portato la Chiesa ad effettuare un rigido controllo delle immagini religiose (dovevano essere prive di qualsiasi ambiguità, prive di elementi seduttivi e dovevano raccontare i fondamenti della religione cattolica). Il pittore era perciò colui attraverso il quale si consolidava il prestigio della Chiesa e dei potenti, era uno strumento di consenso attorno ai valori del Cattolicesimo. Partendo dai fatti e non dalle interpretazioni il Dusio, giovane ma esperto critico d'arte, utilizza spunti musicali per descriverci un artista il cui stile estetico può essere paragonato ad un'opera rock, forma espressiva fuori dagli schemi. L'obiettivo sembra quello di riconsegnare la figura dell'uomo Caravaggio alla storia; non più genio e sregolatezza ma uomo. Si evidenzia una conoscenza veramente approfondita delle ombre del Merisi, le ombre delle sue opere come quelle della sua vita. E allora ci chiariamo il perché di quel "White" messo nel titolo (che sembrava una mera citazione beatlesiana) proprio per fare da contrasto a queste ombre, per fare luce. Come lo stesso Dusio spiega in un'intervista: “Iniziando a lavorare su Caravaggio la prima percezione è che esistesse una sorta di pregiudizio determinato dal fatto che la biografia avesse un po' schiacciato l'opera”. Una lettura appassionata e coinvolgente per chi ama l'arte ma anche per chi vuole avvicinarsi ad essa per la prima volta con spirito critico.
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