Due uomini e un furgone (per non parlar dei libri)
Ian Sansom è un inglese sulla quarantina che vive a Belfast, dove collabora in qualità di critico letterario con due testatine di provincia come il Guardian e London Review of Books - e certamente questa “passioncina” per i libri è la spalla portante che regge tutte le avventure che vedono come protagonista Israel Armstrong. Due uomini e un furgone (per non parlar dei libri) è il terzo episodio della fortunata saga dei bibliotecari nomadi Israel e Ted, e anche in questo libro - come nei precedenti - a colpire il lettore è la bizzarra ironia che permea i dialoghi tra i due: Israel - col suo aplomb inglese e una parlata dalla sintassi forbita - si rivolge esclusivamente in terza persona a Ted, il quale - dall’alto dei suoi sessant’anni di esperienza contadina nelle campagne irlandesi - non perde mai l’attimo per dare del tu a chiunque e cadere in simpatiche volgarità. Pertanto un riconoscimento va in questo caso anche Claudio Carcano che ha saputo rendere in italiano non solo il ritmo allegro del testo originale, ma è riuscito persino a tradurre il contrasto tra un perfetto inglese da città e un dialetto irlandese dal sapore campagnolo. Il testo - dopo un inizio davvero ottimo e coinvolgente, a cui segue una fase di stagnazione dopo lo sbarco in Inghilterra - si regge su di un piccolo escamotage narrativo che riesce da un lato nel suo intento di nobilitazione del mondo dei libri - sottolineando il profondo amore che ciascun di noi nutre nei confronti delle proprie letture - e dall’altro di sdrammatizzazione dello stesso, asciugando le pantanose lande intellettuali e rendendole un territorio adatto a tutti. Infine uno spunto di riflessione partendo dai seguenti elementi: Regno Unito, furgone aziendale, incomprensioni tra lavoratori, continui incidenti e imprevisti, non vi ricorda Bestie di Magnus Mills?
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