Due uomini e un furgone (per non parlar dei libri)

Versione adatta alla stampaSend to friendPDF version Share this
due
Due uomini e un furgone (per non parlar dei libri)
Israel Armstrong è un trentenne londinese laureato in lettere sbarcato a Tundrum - Irlanda del Nord - circa sei mesi fa, per ricoprire il posto di bibliotecario nella piccola cittadina perennemente sommersa dalla pioggia. Peccato che in realtà la biblioteca non esista e così, in compagnia del burbero autista sessantenne Ted, Israel - come un nomade bibliofilo - percorre ogni giorno centinaia di chilometri all’interno di un malridotto bibliobus per far sì che mondane biografie di personaggi di successo e facili bestselleroni da classifica incontrino i propri lettori. Ma una mattina lo strazio routinario del proprio lavoro intellettuale - peraltro davvero poco apprezzato tra lande popolate da contadinotti irlandesi - convince Israel a dare le dimissioni e, dopo averne parlato con il compare Ted nel solito orrendo bar che serve ottimi scones, è pronto ad affrontare Linda: l’insopportabile soprintendente culturale della cittadina di Tundrum. Usciti dal caffè Israel e Ted siedono al tavolo del consiglio bibliotecario riunito per discutere le novità in programma, e tra le molte proposte ce n’è una che colpisce l’attenzione di tutti: il malridotto bibliobus dev’essere sostituito, per cui il duo di nomadi bibliofili dovrà far tappa al Mobile Meet di Londra per carpire i moderni segreti di questi mezzi di locomozione culturale. La notizia del viaggio verso la capitale inglese manda Israel in solluchero e così il furgonato duo - affiancato da un Jack Russell dall’improbabile nome di Muhammad - sbarca a Liverpool in direzione di Londra, dove - nemmeno ventiquattr'ore dopo essere arrivati -  hanno già smarrito il loro bibliobus…
Ian Sansom è un inglese sulla quarantina che vive a Belfast, dove collabora in qualità di critico letterario con due testatine di provincia come il Guardian e London Review of Books - e certamente questa “passioncina” per i libri è la spalla portante che regge tutte le avventure che vedono come protagonista Israel Armstrong. Due uomini e un furgone (per non parlar dei libri) è il terzo episodio della fortunata saga dei bibliotecari nomadi Israel e Ted, e anche in questo libro - come nei precedenti - a colpire il lettore è la bizzarra ironia che permea i dialoghi tra i due: Israel - col suo aplomb inglese e una parlata dalla sintassi forbita - si rivolge esclusivamente in terza persona a Ted, il quale - dall’alto dei suoi sessant’anni di esperienza contadina nelle campagne irlandesi - non perde mai l’attimo per dare del tu a chiunque e cadere in simpatiche volgarità. Pertanto un riconoscimento va in questo caso anche Claudio Carcano che ha saputo rendere in italiano non solo il ritmo allegro del testo originale, ma è riuscito persino a tradurre il contrasto tra un perfetto inglese da città e un  dialetto irlandese dal sapore campagnolo. Il testo - dopo un inizio davvero ottimo e coinvolgente, a cui segue una fase di stagnazione dopo lo sbarco in Inghilterra - si regge su di un piccolo escamotage narrativo che riesce da un lato nel suo intento di nobilitazione del mondo dei libri - sottolineando il profondo amore che ciascun di noi nutre nei confronti delle proprie letture - e dall’altro di sdrammatizzazione dello stesso, asciugando le pantanose lande intellettuali e rendendole un territorio adatto a tutti. Infine uno spunto di riflessione partendo dai seguenti elementi: Regno Unito, furgone aziendale, incomprensioni tra lavoratori, continui incidenti e imprevisti, non vi ricorda Bestie di Magnus Mills?