Ricordi di mia madre
Una storia raccontata in tre tempi, un tema "fuori moda" declinato con tatto e sensibilità. Inoue Yasushi, scrittore giapponese dedito a romanzi d'ambientazione storica, in Ricordi di mia madre apre ai lettori le porte della propria intimità, alzando il sipario sul lungo addio che separa per sempre genitori, figli, nipoti, e sul quel lasso di tempo, la vecchiaia, che lo precede, variabile per lunghezza ed intensità, creatore di crepe familiari e nuovi equilibri. Ricordi di mia madre è un commosso ed elegante ritratto di una figura femminile, un omaggio nostalgico, non sentimentale, a nonna Nui: colei che dopo il decesso del coniuge si avventura nel limbo della terza età sostenuta dai figli, sorpresi ed ansiosi nel ritrovarsi ad accudire chi, per sempre, resterà la"mamma". Con una scrittura asciutta, levigata dal mestiere, Inoue accompagna sulla pagina l'ultimo lustro di vita della madre, osservandone da vicino l'inarrestabile decadimento mentale e l'irresistibile tempra fisica. C'è uno stupore delicato nel ritratto di questa donna a cui lo legano tenaci legami d'amore, perché Inoue descrive con minuzia di particolari la misteriosa trasformazione della genitrice dettata da una fase dell'esistenza più bizzarra di quanto si possa immaginare, senza indagare però nelle sue pieghe oscure, sempre lasciando che la figura di nonna Nui emerga in tutta la sua dignità: anche quando, per la centesima volta, si è ripetuta facendo perdere la pazienza a qualcuno.
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